Le nuove misure fiscali annunciate dal governo britannico per il settore delle scommesse e del gioco online, presentate come un intervento di tutela per le finanze pubbliche e per il mondo delle corse ippiche, rischiano di produrre effetti profondamente controproducenti.
È l’allarme lanciato dal Betting and Gaming Council (BGC), che parla apertamente di migliaia di posti di lavoro a rischio, contrazione del mercato regolamentato e crescita del gioco illegale.
Un aumento fiscale senza precedenti
Il piano del governo prevede un forte aumento sulle imposte applicate al gioco. In particolare, sul gioco online le tasse saliranno dal 21% al 40% entro il 2026, mentre sulle scommesse sportive dal 15% al 25% nel 2027.
Secondo le stime ufficiali, l’operazione dovrebbe garantire allo Stato circa 1,1 miliardi di sterline di gettito aggiuntivo annuo entro la fine del decennio. Tuttavia, secondo le analisi economiche commissionate dal BGC, questo scenario appare eccessivamente ottimistico e rischia di non concretizzarsi.
Lavoro a rischio e settore indebolito
Le valutazioni indipendenti citate dal BGC delineano un quadro ben più critico. Gli aumenti fiscali ridurrebbero drasticamente la competitività degli operatori legali, che sarebbero costretti a trasferire fino al 90% del peso delle nuove tasse sui consumatori, attraverso quote meno vantaggiose, payout ridotti e minore offerta.
Le conseguenze previste includono:
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fino a 15.000 posti di lavoro a rischio nel comparto del gioco online e tecnologico;
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circa 1.750 ulteriori licenziamenti legati alle scommesse sportive;
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un totale di circa 17.000 occupati potenzialmente colpiti;
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la possibile chiusura di centinaia di punti scommessa fisici, con effetti negativi sulle economie locali.
Un duro colpo per un settore che oggi nel Regno Unito sostiene oltre 100.000 posti di lavoro, contribuisce per 6,8 miliardi di sterline all’economia britannica e genera circa 4 miliardi di sterline in tasse ogni anno.
Il paradosso della “protezione” per le corse ippiche
Il governo ha sottolineato come le scommesse sulle corse di cavalli non siano state direttamente colpite dagli aumenti fiscali, presentando la misura come una protezione per il settore ippico. Secondo il BGC, però, si tratta di una tutela solo apparente.
Le corse dipendono in larga misura dalla salute dell’intero ecosistema delle scommesse. Se il mercato regolamentato si riduce, diminuiscono anche sponsorizzazioni, contributi, diritti dei media e fondi redistribuiti. Le stime parlano di una possibile perdita di circa 20 milioni di sterline per il settore, legata alla chiusura di punti scommesse e al calo complessivo del mercato legale.
Gioco illegale favorito
Uno dei rischi più gravi evidenziati dal BGC riguarda l’espansione del mercato nero del gioco. Con offerte meno competitive e un quadro regolatorio sempre più oneroso, molti giocatori potrebbero rivolgersi a operatori illegali, che non garantiscono controlli su età, trasparenza, antiriciclaggio o tutela dei consumatori.
Le previsioni indicano che l’attività di gioco illegale potrebbe raddoppiare nei prossimi anni e oltre 6 miliardi di sterline in puntate potrebbero spostarsi fuori dal mercato regolamentato. Inoltre, il gettito fiscale reale potrebbe risultare inferiore di circa 500 milioni di sterline rispetto alle attese governative entro il 2029–2030.
Il tutto a fronte di uno stanziamento pubblico di soli 26 milioni di sterline per il contrasto al gioco illegale, considerato largamente insufficiente.
Un rischio anche per la tutela dei giocatori
Paradossalmente, avverte il BGC, misure pensate per “proteggere i consumatori” potrebbero ottenere l’effetto opposto. Il gioco problematico nel mercato regolamentato britannico resta contenuto (circa 0,4%), grazie a controlli rigorosi e strumenti di protezione attivi. Spingere i giocatori verso piattaforme illegali significherebbe invece ridurre le tutele, aumentando i rischi sociali e sanitari.
Secondo il Betting and Gaming Council, il nuovo assetto fiscale rischia di trasformarsi in un caso emblematico di politica economica controproducente: meno entrate reali per lo Stato, migliaia di posti di lavoro a rischio, indebolimento delle corse ippiche e crescita del gioco illegale.
Più che una protezione, il bilancio potrebbe dunque rappresentare una minaccia per l’intero sistema del gioco regolamentato britannico, con effetti che andrebbero ben oltre il settore, colpendo lavoratori, comunità locali, sport e giocatori stessi. lb/AGIMEG











