Home Focus Regno Unito, il BGC difende il ruolo delle scommesse: “Il rapporto con l’ippica va protetto”

Regno Unito, il BGC difende il ruolo delle scommesse: “Il rapporto con l’ippica va protetto”

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St Leger, storica corsa ippica britannica che si disputa a Doncaster, celebra quest’anno il 250° anniversario. In occasione della ricorrenza, Grainne Hurst, CEO del Betting and Gaming Council (BGC), e Martin Cruddace, CEO di Arena Racing Company, hanno evidenziato il legame tra il futuro dell’ippica britannica e la salute del settore regolamentato delle scommesse.

Nata nel 1776 vicino a Doncaster, il St Leger è oggi considerata la più antica grande corsa classica del mondo. Da 250 anni è un appuntamento centrale per l’ippica britannica e richiama ogni anno migliaia di appassionati.

Il ruolo delle scommesse regolamentate nell’ippica britannica

Sul legame tra lo St Leger e il settore delle scommesse regolamentate, Hurst e Cruddace hanno scritto: “Abbiamo celebrato insieme questo anniversario in Parlamento perché la storia dell’ippica britannica non può essere raccontata senza riconoscere il ruolo fondamentale svolto dalle scommesse regolamentate”.

I membri del BGC contribuiscono ogni anno con oltre 350 milioni di sterline all’ippica britannica attraverso il Levy, prelievo destinato al finanziamento dell’ippica, oltre che ai diritti media e le sponsorizzazioni. Il contributo sostiene i premi, gli ippodromi, gli allenatori, gli allevatori, i fantini, il personale delle scuderie e il benessere dei cavalli.

L’ippica sostiene circa 85.000 posti di lavoro e genera circa 4 miliardi di sterline per l’economia britannica, con una parte dell’attività che coinvolge anche scuderie, aziende di trasporto, commercianti di mangimi, veterinari, alberghi, pub e attività locali ben oltre Londra.

Il St Leger rappresenta una delle principali vetrine dell’ippica britannica. Nel 2025 oltre 52.000 persone hanno partecipato al Festival di quattro giorni, di cui più di 26.000 nella giornata del St Leger Saturday, in aumento dell’11%: si è trattato della corsa “Classic” britannica con la maggiore affluenza del 2025. Per quest’anno è attesa una presenza di oltre 30.000 persone nella sola giornata del St Leger Saturday.

Sul futuro della corsa, i due hanno scritto: “Il St Leger è un patrimonio sportivo nazionale, ma non è un pezzo da museo. Il suo futuro dipende dal fatto che le persone continuino a seguirlo, a lavorarci, a investire e a scommettere”.

Il ruolo delle agenzie di scommesse nell’ippica britannica

Una parte consistente delle risorse che sostengono l’ippica arriva dalle agenzie di scommesse:

“Le agenzie di scommesse contribuiscono per circa 140 milioni di sterline all’anno all’ippica. Pagano circa 1 miliardo di sterline in imposte dirette e altri 60 milioni alle amministrazioni locali attraverso le business rates. Sono anche la vetrina dell’ippica, dove generazioni di appassionati hanno seguito e apprezzato questo sport”, hanno scritto Hurst e Cruddace.

Il mese scorso il Governo britannico ha presentato piani per attribuire alle amministrazioni locali un maggiore ruolo nelle decisioni relative alle attività presenti nelle vie commerciali, insieme a misure più severe contro gli operatori criminali.

“Supportiamo entrambi i principi. Ma una buona politica deve fare distinzioni chiare. Un’agenzia di scommesse autorizzata, gestita da personale formato e sottoposta a una regolamentazione rigorosa, non è un operatore irregolare o criminale”, hanno sottolineato.

“Le agenzie di scommesse sono attività commerciali legittime che hanno compiuto enormi progressi nella prevenzione dei danni legati al gioco. Impiegano decine di migliaia di persone, contribuiscono alle economie locali e operano in uno dei contesti regolamentari più rigorosi al mondo. La politica dovrebbe riconoscere questa realtà, anziché trattarle come un problema da eliminare dalle nostre vie commerciali”, hanno affermato.

Il numero delle agenzie di scommesse è diminuito di oltre un terzo dal 2019. Circa 3.000 hanno chiuso e oltre 15.000 posti di lavoro sono andati persi. Attualmente circa 37.500 persone lavorano nelle agenzie di scommesse britanniche.

Sul ruolo delle agenzie di scommesse per alcune fasce di clientela, i due hanno affermato: “Per alcuni clienti, in particolare le persone più anziane, l’agenzia di scommesse locale è anche un luogo dove incontrare volti conosciuti, parlare di ippica e condividere un interesse comune. L’ippica è uno sport apprezzato da persone di ogni estrazione sociale ed è orgogliosa di esserlo.

Rispettare le comunità significa rispettare anche queste scelte. Un locale vuoto non è rigenerazione. Un posto di lavoro perso non è rinnovamento. Un’attività regolamentata non dovrebbe essere stigmatizzata semplicemente perché alcuni politici non apprezzano ciò che vende”.

Secondo il BGC, esiste anche una conseguenza delle eventuali chiusure delle agenzie che, a loro avviso, è stata finora poco considerata.

“La chiusura di 500 agenzie di scommesse costerebbe all’ippica circa 20 milioni di sterline. Ogni agenzia che chiude significa un po’ meno premi, un po’ meno investimenti nello sport e, in ultima analisi, maggiori difficoltà nell’esportare uno dei grandi prodotti sportivi britannici e nell’attrarre investimenti internazionali”, hanno dichiarato.

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Controlli di affordability e mercato illegale

Un altro tema riguarda i controlli di affordability, cioè le verifiche sulla capacità economica dei clienti di sostenere le proprie spese di gioco. La Gambling Commission ha confermato che i controlli procederanno e, secondo Hurst e Cruddace, sarà fondamentale che siano realmente privi di frizioni.

Il BGC teme infatti che dati incoerenti provenienti dalle agenzie di informazioni creditizie possano portare a restrizioni o alla richiesta di documenti come buste paga ed estratti conto bancari. Il rischio, secondo i due CEO, riguarda in particolare gli scommettitori ippici, che possono concentrare le proprie puntate in occasione dei principali appuntamenti della stagione.

“Una persona può scommettere molto poco per gran parte dell’anno e poi effettuare diverse scommesse durante Cheltenham, Aintree, Royal Ascot o il St Leger. Questo è un comportamento normale per un appassionato di ippica, non necessariamente un segnale di rischio finanziario”, hanno spiegato.

Secondo le stime del BGC, l’approccio proposto potrebbe ridurre le entrate del Levy di circa 13,2 milioni di sterline all’anno e spingere oltre 70.000 clienti verso il mercato illegale, che non paga imposte nel Regno Unito, non contribuisce al Levy e non offre le tutele del settore regolamentato.

Hurst e Cruddace hanno infine rivolto un appello al Primo ministro britannico e agli ex primi ministri:

“Non stiamo chiedendo un trattamento speciale. Chiediamo politiche eque e proporzionate, basate sulle evidenze e su una comprensione onesta di quanto siano strettamente collegati l’ippica, le scommesse e le comunità locali. Per favore, non trattate l’agenzia di scommesse come qualcosa su cui siete accidentalmente inciampati. È molto più di questo e merita rispetto”.

Nel testo, i due hanno infine richiamato i 250 anni di storia del St Leger: “Questa eredità merita di essere protetta. Mentre il Parlamento celebra questo straordinario anniversario, le politiche pubbliche dovrebbero creare le condizioni affinché l’ippica possa prosperare e affinché il rapporto che la sostiene possa rimanere forte”. fp/AGIMEG

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