Home Attualità PVR the day after: cosa succederà ai Punti Vendita Ricariche dopo l’udienza di ieri al Consiglio di Stato. Intervista all’avvocato Marco Ripamonti

PVR the day after: cosa succederà ai Punti Vendita Ricariche dopo l’udienza di ieri al Consiglio di Stato. Intervista all’avvocato Marco Ripamonti

avvocato Marco Ripamontiavvocato Marco Ripamonti

“Il Consiglio di Stato ha preso atto della complessità e della serietà della situazione, comprendendo le necessità di concessionari e PVR”. Lo ha affermato l’avvocato Marco Ripamonti, intervistato da Agimeg, che ha rappresentato diversi concessionari e titolari di PVR nell’udienza contro la Determina dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, insieme ai legali Alvise Vergerio Di Cesana, Mariateresa Parrelli, Luca Porfiri e Riccardo Ripamonti.

Che sensazioni ha avuto nell’udienza di ieri?

“Il Collegio, opportunamente, ha voluto chiarire l’interesse attuale e concreto dei concessionari e dei PVR, per i quali, peraltro e come da noi sottolineato, c’è trasversalità e comunanza di interesse su diversi argomenti. Restiamo in attesa di una decisione”.

A suo avviso, entro quanto dovrebbe arrivare un verdetto?

“Non sono in grado di fare previsione certa sulle tempistiche del deposito di una sentenza. Potrebbe anche arrivare un’ordinanza di differimento dei giudizi per la richiesta di chiarimenti sulle attuali posizioni, specialmente in riferimento ai concessionari”.

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Cosa succederà adesso?

“Occorre fare un passo indietro. Inizialmente il Legislatore ha parlato di riordino del gioco a distanza. Nel momento in cui se n’è occupato il Governo con il decreto legislativo 111/2023 e la questione è stata poi demandata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, che si è attivata con la determina oggetto di discussione, è chiaro che si è passati da un riordino a una vera e propria rivoluzione del settore e della sua architettura di sistema. Riguardo allo sconfinamento, da parte di chi si è occupato della materia, rispetto al perimetro che era stato delineato dalla legge di delega, sussistono a mio avviso ovviamente, violazioni anche di carattere euronitario, oltre che costituzionale. Al di là di questi profili, immagino che potremmo avere, nei fatti, un sistema molto diverso da come siamo abituati a vederlo”.

Cosa prevede nello specifico per i PVR?

“La platea dei PVR, in base all’esito dei ricorsi, potrebbe ridursi in modo molto consistente, soprattutto se venissero confermate determinate prerogative che sono fortemente limitative. Penso al tetto dei 100 euro, all’espulsione dal novero dei PVR delle associazioni, circoli, internet point ed esercizi che non sono in possesso dei titoli di Pubblica Sicurezza. Potendo mutare drasticamente l’architettura del comparto, con PVR più limitati nel modus operandi e anche sotto il punto di vista numerico, potrebbero realizzarsi nuovi assetti concorrenziali anche tra i concessionari. Specialmente se non dovesse essere confermato il vincolo di mandato. In ogni caso ai concessionari verrà richiesta una maggiore competitività e attenzione verso i PVR. Per questi ultimi, infatti, sarà richiesta maggiore preparazione, competenza e consapevolezza del ruolo svolto. Gli sbagli saranno molto più pericolosi perché non ricadranno più solo sul PVR, ma potranno ripercuotersi sul concessionario”.

La riduzione dei PVR potrebbe essere l’ennesimo assist al gioco illegale?

“Nella misura in cui dobbiamo considerare un PVR alla stregua di un presidio del gioco lecito, pur con le sue funzioni meramente ancillari, la mia risposta è sì. Se le limitazioni previste dovessero trovare conferma potrebbero ridursi i presidi di gioco legale in modo drammatico, a vantaggio del gioco trasfrontaliero, del resto incoraggiato da recentissimi arresti giurisprudenziali anche di Cassazione sulla liceità di CED e CTD”. sm/AGIMEG

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