Home Attualità Pubblicità sul gioco in Rai, deputati PD interrogano il Governo: “Garantire il divieto e rafforzare il contrasto alla ludopatia”

Pubblicità sul gioco in Rai, deputati PD interrogano il Governo: “Garantire il divieto e rafforzare il contrasto alla ludopatia”

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Alcuni deputati del PD hanno presentato un’interrogazione, con risposta in Commissione, rivolta al Ministro delle Imprese e del Made in Italy. Al centro, la decisione del Governo di eliminare dal nuovo contratto di servizio Rai 2023-2028 il riferimento esplicito all’impegno del servizio pubblico a non trasmettere messaggi pubblicitari sul gioco.

Il richiamo al decreto Dignità

I firmatari ricordano che il decreto Dignità del 2018 vieta già qualsiasi forma di pubblicità sul gioco e ritengono che la soppressione di tale clausola indebolisca la missione educativa e sociale della Rai, inviando un segnale negativo nella prevenzione della ludopatia, soprattutto tra i giovani.

La richiesta al Ministro

I deputati evidenziano inoltre che tutti gli emendamenti presentati in Parlamento per mantenere questa previsione sono stati respinti. Chiedono quindi al Ministro quali iniziative intenda adottare affinché la Rai continui a garantire l’assenza di messaggi pubblicitari sul gioco, rafforzando il contrasto alla ludopatia.

Il testo integralecamera dei deputaticamera dei deputati

Per sapere – premesso che:

la scelta del Governo di eliminare dal nuovo contratto di servizio Rai 2023-2028, presente nel precedente accordo, il riferimento esplicito all’impegno del servizio pubblico a garantire l’assenza di messaggi pubblicitari sul gioco d’azzardo è un grave errore politico e culturale;

al fine di garantire un più efficace contrasto del disturbo da gioco d’azzardo, l’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante «Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese», convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 96 (cosiddetto decreto dignità) ha vietato «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e i canali informatici, digitali e telematici, compresi i social media»;

non si comprendono pertanto le ragioni che hanno portato alla cancellazione dal contratto di servizio di un principio che rafforzava la missione educativa e sociale della Rai;

quel richiamo rappresentava infatti un’assunzione di responsabilità da parte del servizio pubblico nei confronti di milioni di cittadini, delle famiglie e dei tanti giovani esposti ai rischi della dipendenza dal gioco. La sua eliminazione manda un segnale sbagliato e indebolisce il profilo etico che la Rai dovrebbe continuare a rappresentare. Ancora più grave è che, durante l’esame parlamentare, tutti gli emendamenti che chiedevano di mantenere quella previsione siano stati respinti;

una scelta incomprensibile che contraddice l’impegno nella prevenzione della ludopatia e nella promozione della salute pubblica –:

quali ulteriori iniziative di competenza si intendano avviare, coerentemente con le previsioni della convenzione, affinché la Rai garantisca l’assenza di messaggi pubblicitari sul gioco d’azzardo per favorire il contrasto alla ludopatia. cdn/AGIMEG

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