In Australia, l’esecutivo guidato da Albanese ha intensificato i contatti su nuove restrizioni alla pubblicità legata al gioco, con la ministra delle Comunicazioni Anika Wells impegnata in colloqui interni e con gli operatori del settore. L’obiettivo dichiarato è presentare una proposta di legge entro la fine dell’anno parlamentare, con focus sulle emittenti free-to-air.
La tabella di marcia politica si scontra con le indicazioni arrivate dai portatori di interesse, che considerano più praticabile un avvio a inizio 2026.
Ipotesi fascia 6-22 in primo piano
Le discussioni attuali riprendono quanto emerso da una fuga di notizie dell’agosto 2024: limitazioni tra le 6 e le 22, con divieto esteso agli spot durante gli eventi sportivi diurni. Un impianto che modificherebbe l’accesso degli operatori al pubblico nelle ore di maggiore fruizione televisiva.
Nel pacchetto allo studio rientra una possibile deroga per la racing-related advertising, con la prospettiva che le corse mantengano spazi dedicati anche in presenza di regole più rigide per il resto del mercato.
No al bando totale
Il Primo ministro Albanese ha respinto l’idea di una proibizione complessiva della pubblicità sul gioco, difendendo le attuali misure di riduzione del danno e rimarcando la ricerca di un equilibrio tra restrizioni e libertà d’impresa.
Il nodo degli operatori esteri
Alla base della contrarietà al divieto assoluto c’è il timore di spingere i consumatori verso piattaforme offshore fuori dalla vigilanza locale, con messaggi veicolati attraverso canali digitali e social non legati al broadcast tradizionale. Le valutazioni tengono conto delle difficoltà condivise da vari regolatori nel bilanciare norme stringenti e rischi di spostamento verso circuiti non regolamentati.

