Sono due le ordinanze della Corte di Giustizia UE relative al settore del gioco che sono state inserite nell’Elenco delle procedure giurisdizionali e di precontenzioso con l’Unione Europea, presentato in Senato da Tommaso Foti, Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione.
La causa Cirsa
La prima è la causa di Cirsa Italia contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulla domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal TAR Lazio sulla concessione per la realizzazione e la conduzione della rete per la gestione telematica del gioco lecito mediante apparecchi da intrattenimento.
Il documento chiarisce che la direttiva europea del 2014 sulle concessioni si applica anche alle concessioni aggiudicate in precedenza. L’ordinanza ha fatto chiarezza su un tema cruciale per il settore del gioco pubblico: il diritto (o meno) alla revisione del piano economico-finanziario delle concessioni a seguito di eventi imprevedibili.
Esigenze di pubblica sicurezza

La seconda ordinanza è relativa al caso, rinviato dal Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, sul rifiuto della Questura di Ragusa di concedere l’autorizzazione di polizia a un centro trasmissione dati che operava per conto di un operatore estero, in assenza della concessione rilasciata da ADM.
La Corte ha ricordato che l’obbligo di disporre sia della concessione sia della licenza di pubblica sicurezza costituisce una restrizione alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi previste dagli articoli 49 e 56 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Tuttavia, tale restrizione può essere ammessa quando risponde a motivi imperativi di interesse generale, come la prevenzione di attività criminali nel comparto dei giochi e delle scommesse. sm/AGIMEG

