L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha emanato una determinazione direttoriale che introduce un’estensione dell’indennità di occupazione di 2.800 euro mensili, applicabile ai concessionari del gioco del bingo.
La determinazione descrive le norme e le decisioni riguardanti il canone di proroga delle concessioni per il gioco del Bingo in Italia, alla luce delle recenti sentenze giudiziarie e delle modifiche legislative. Visto lo Statuto, i regolamenti e i vari decreti ministeriali e legislativi che regolano il settore, si evidenzia come nel tempo siano state introdotte e incrementate le tariffe di proroga per le concessioni scadute, prorogate in via transitoria per garantire continuità delle entrate erariali e contrastare il gioco illegale.
Le sentenze del Consiglio di Stato e del TAR Lazio hanno contestato la legittimità di alcune norme e hanno richiesto una revisione delle condizioni economiche delle concessioni, basandosi anche sulla direttiva europea 2014/23.
In attesa di un provvedimento definitivo, l’Agenzia ha adottato una misura provvisoria di pagamento del canone di 2.800 euro mensili, ritenuto congruo e coerente con i precedenti, per il periodo 1 gennaio 2025 – 31 dicembre 2026, anche per concessionari non parti nei giudizi, al fine di evitare ulteriori contenziosi e garantire continuità amministrativa. La misura è temporanea e soggetta a revisione definitiva.
Contesto normativo e giudiziario
Il provvedimento si inserisce nel quadro di un contenzioso riguardante la proroga tecnica delle concessioni bingo, scadute nel 2020 e prorogate dal legislatore senza gara pubblica. Nel corso degli anni, diverse norme hanno previsto la prosecuzione delle concessioni, subordinata al pagamento di canoni progressivamente più alti, spesso contestati dagli operatori.
Sentenze del Consiglio di Stato e TAR Lazio: impatti sulla proroga delle concessioni bingo
Il Consiglio di Stato ha evidenziato come tali aumenti possano violare la direttiva UE 2014/23, in quanto basati su criteri forfetari e non correlati al fatturato effettivo dei concessionari.
Le pronunce della giurisprudenza amministrativa hanno sottolineato la necessità di rideterminare l’importo dovuto dai concessionari, considerando la reale raccolta di gioco e il fatturato effettivo. Il Consiglio di Stato ha evidenziato che l’aumento dei canoni deve rispettare i principi di trasparenza e proporzionalità, al fine di garantire un equilibrio tra i diritti degli operatori e le esigenze di finanza pubblica.
Il TAR Lazio ha dichiarato illegittima la proroga delle concessioni bingo, annullando gli atti amministrativi relativi al pagamento del canone. Tuttavia, ha precisato che l’annullamento della proroga non esime gli esercenti dal versamento di un’indennità, purché questa non comporti un’eccessiva alterazione del rapporto concessorio e non si traduca in un indebito arricchimento.
Il TAR Lazio ha chiarito che l’indennità dovuta deve essere calcolata considerando il fatturato delle attività di gioco, ovvero il valore delle cartelle acquistate e vendute, al netto di prelievo erariale, vincite e quota del controllo centralizzato. Questo approccio mira a garantire una valutazione equa dell’utilità economica degli operatori nel periodo di proroga, tutelando sia gli interessi pubblici che quelli dei concessionari.
Decisione adottata
La misura provvisoria del canone è fissata in 2.800 euro mensili per il periodo dal 1 gennaio 2025 al 31 dicembre 2026. Tale importo si basa sul canone stabilito dalla legge e sulle considerazioni relative ai precedenti giudizi e alle esigenze di continuità amministrativa. La misura è temporanea e provvisoria, in attesa di un provvedimento definitivo che definirà la regolamentazione definitiva e il rapporto economico tra le parti.
Implicazioni
La misura si applica anche ai concessionari che non hanno partecipato ai giudizi, per evitare ulteriori contenziosi e garantire la continuità delle attività e delle entrate erariali. Rimane fermo che il rapporto definitivo sarà quello che sarà stabilito con il provvedimento conclusivo, e questa determinazione funziona come misura transitoria.
In sintesi
L’Agenzia ha stabilito, in via temporanea e senza pregiudizio alla futura regolamentazione, un canone di 2.800 euro mensili per le concessioni di Bingo oggetto di annullamento giudiziario, per il periodo 2025-2026, per garantire la continuità amministrativa e il rispetto delle decisioni giudiziarie, in attesa di un provvedimento definitivo.
QUI la determinazione integrale. cdn/AGIMEG

