Home Attualità Processo “scommesse no risk”, la Corte d’Appello annulla il processo: si riparte da zero

Processo “scommesse no risk”, la Corte d’Appello annulla il processo: si riparte da zero

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Un nuovo capitolo si apre nel lungo dossier sulla presunta truffa legata alle scommesse sportive “no risk”. La Corte d’Appello di Trento ha infatti disposto la nullità del giudizio di primo grado, cancellando automaticamente tutte le condanne pronunciate nel 2024 e imponendo la celebrazione di un nuovo processo.

Si tratta di una decisione – come riporta il Corriere del Trentino – che ribalta completamente l’impianto finora costruito: le pene detentive e gli effetti accessori stabiliti dal tribunale vengono meno, così come la liquidazione dei danni alle parti civili.

Secondo quanto emerge dalla sentenza, il vizio che ha portato alla nullità riguarda l’impossibilità per la difesa di far ascoltare i propri testimoni. Nel procedimento originario il giudice aveva infatti respinto tutte le richieste di escussione presentate dagli avvocati, riducendo di fatto lo spazio per un confronto pieno fra le parti.

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La Corte ha ritenuto che questa scelta avesse inciso in modo significativo sul diritto al contraddittorio, rendendo necessario un nuovo giudizio con un’istruttoria completa.

L’inchiesta ruota attorno a un meccanismo di raccolta fondi basato su scommesse piazzate su più operatori per coprire tutti gli esiti di uno stesso evento sportivo. A chi aderiva veniva proposto un modello descritto come matematicamente sicuro, in grado – secondo la promozione – di generare utili senza esposizione al rischio.

Le indagini della Procura avevano invece ricostruito un’operatività molto più fragile di quanto prospettato, evidenziando perdite e squilibri non comunicati agli investitori. Il fascicolo aveva coinvolto decine di giocatori e portato in aula sette imputati.

Con l’annullamento, l’intero fascicolo torna alla fase dibattimentale. Il nuovo collegio dovrà riesaminare le contestazioni, ricostruire i passaggi finanziari del sistema “no risk” e soprattutto valutare le prove che la difesa non aveva potuto introdurre nel primo grado.

Il procedimento riparte dunque da zero, con un percorso giudiziario che potrebbe svilupparsi in modo molto diverso rispetto alla sentenza – ora cancellata – emessa nel 2024. sb/AGIMEG

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