Processo Annozero: confermata condanna e confisca beni a imprenditore di Castelvetrano. Organizzava e gestiva raccolta scommesse su siti “.com”

La sesta sezione della Corte di Cassazione ha confermato la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per 3 anni e mezzo e la confisca dei beni per Carlo Cattaneo di Castelvetrano, in provincia di Trapani, imprenditore 40enne nel settore delle scommesse online, già condannato definitivamente a 16 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito del procedimento “Annozero”.

I giudici hanno rigettato il ricorso difensivo poichè “immune da vizi giuridici”, sottolineando che la “pericolosità generica” dell’uomo emergerebbe dal processo per la “contiguità” emersa con esponenti del clan Santapaola e Guttadauro. “Risulta dal decreto del Tribunale che tale inquadramento attiene all’attività di organizzazione e gestione di scommesse on line illecite su siti “.com” in cui Cattaneo operava come intermediario di società estere prive di autorizzazione a operare sul territorio nazionale, attività che ha svolto godendoTar Tribunale Amministrativo Regionale dell’appoggio e della “sponsorizzazione” di Francesco Guttadauro, nipote di Matteo Messina Denaro, il quale gli faceva da “garante”, consentendo la sua espansione fuori dal territorio di Castelvetrano, anche in zone ove erano egemoni altre famiglie mafiose (Catania e Palermo)”, specifica la Cassazione. cdn/AGIMEG