Home In Evidenza Presidenza FIGC, scommesse sportive e sponsorizzazioni tra i temi chiave: le proposte di Malagò e Abete

Presidenza FIGC, scommesse sportive e sponsorizzazioni tra i temi chiave: le proposte di Malagò e Abete

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In vista dell’Assemblea Federale elettiva della FIGC in programma il prossimo 22 giugno a Roma, il tema delle scommesse sportive e del rapporto tra calcio e settore del gioco legale entra con forza nel dibattito per la presidenza federale.

Nei programmi presentati dai candidati Giovanni Malagò e Giancarlo Abete emergono infatti posizioni convergenti sulla necessità di recuperare risorse generate dal betting e di superare le limitazioni introdotte dal Decreto Dignità in materia di pubblicità e sponsorizzazioni.

Il programma di Giovanni Malagò

“La sostenibilità del calcio italiano – recita il programma – passa anche dalla capacità di proteggere e sviluppare le risorse di sistema. Diritti audiovisivi, contrasto alla pirateria, mercato delle scommesse, fiscalità sportiva e incentivi agli investimenti non sono dossier separati. Sono parti di una stessa politica industriale per il calcio.

La pirateria audiovisiva sottrae valore a club, broadcaster, Leghe, investitori e, indirettamente, a tutto il movimento. L’introduzione della piattaforma Piracy Shield, attiva dal 1° febbraio 2024, ha rappresentato un passaggio importante, con la possibilità di blocco automatizzato di FQDN e indirizzi IP entro trenta minuti dalla segnalazione del titolare dei diritti. La FIGC dovrà sostenere un rafforzamento continuo di questi strumenti, favorendo cooperazione tra istituzioni, AGCOM, Leghe, broadcaster e operatori tecnologici.

Il tema delle scommesse sportive richiede una posizione istituzionale chiara. Secondo il ReportCalcio, la raccolta delle scommesse sul calcio ha superato 16 miliardi di euro e il gettito erariale ha raggiunto livelli record. È legittimo aprire una riflessione sul recupero di una quota di risorse da destinare alto sviluppo del movimento. Se il calcio genera una parte rilevante del valore del betting, almeno una parte di quel valore deve tornare al calcio e alla sua funzione sociale.

La fiscalità sportiva dovrà essere oggetto di un confronto con Governo e Parlamento. Crediti d’imposta per infrastrutture, agevolazioni per investimenti nei vivai, strumenti per l’efficientamento energetico degli impianti, revisione di alcuni profili IVA e semplificazioni per il dilettantismo possono diventare leve concrete. La riforma non deve essere pensata come privilegio del calcio, ma come investimento in un settore che produce occupazione, gettito, inclusione e reputazione internazionale”, conclude.

Il piano di Giancarlo Abete

“Ferma restando la condivisione dell’abolizione del divieto pubblicità e sponsorizzazioni per gli operatori delle scommesse con riferimento al Decreto dignità del 2/07/2018, eventuali e auspicati interventi collegati al recupero di risorse derivanti dalle scommesse debbono avere come riferimento terminale la Federazione per politiche mirate alla crescita dell’intero sistema come avvenuto per l’utilizzo degli utili fiscali, normativa venuta purtroppo meno al termine dell’anno solare 2024 e che è auspicabile possa essere reintrodotta con una sempre maggiore attenzione all’utilizzo della stessa in attività socialmente rilevanti, con particolare attenzione all’utilizzo dei giovani e allo sviluppo del calcio femminile”, si legge nel programma.Calcio scommesseCalcio scommesse

“La bozza del disegno di legge di riforma del calcio evidenzia peraltro la necessità di sostenere una realtà sociale sportiva e industriale importante all’interno del nostro Paese attivando maggiori entrate e riducendo i costi. Aldilà della individuazione di uno strumento non condivisibile per raggiungere tale obiettivo e cioè il commissariamento, si evidenziano in tale ipotesi di lavoro alcune aree che risultano fondamentali per sostenere la progettualità che deve partire dalla Federazione. Tra queste il recupero dei diritti sui giuochi sportivi della ex quota delle schedine: sulle scommesse sportive legate al settore calcio da destinare alla FIGC (2% di 16 MLD circa)”, aggiunge.

“Occorre rivolgere attenzione all’opportunità, venuta a mancare da 2018, di poter sostenere l’attività delle società di vertice con sponsorizzazioni mirate da parte degli operatori nell’ambito dei giuochi e delle scommesse, dovendo essere la trasparenza e la legalità nell’ambito dei giochi e delle scommesse il faro di riferimento per il nostro sistema con appostazione di idonee risorse per combattere la ludopatia e i fenomeni connessi.

Problemi complessi richiedono programmi condivisi fra te Componenti, capacità di confronto con il Parlamento e il Governo, continuità nell’impegno della struttura federale che ha dimostrato a livello di Segreteria di costituire una eccellenza, assunzione di specifiche responsabilità da parte di ogni singola componente, stabilità di guida federale. L’auspicio è che tali obiettivi si realizzino per riprendere un cammino che sia di utilità per tutto lo sport italiano”, conclude.

QUI il Programma candidatura di Giovanni Malagò e quello di Giancarlo Abete. cdn/AGIMEG

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