Nuova e significativa battuta d’arresto per Kalshi nel contenzioso con le autorità del Nevada. La Corte d’Appello federale del Nono Circuito ha stabilito all’unanimità che la piattaforma non ha diritto a un’ingiunzione preliminare per bloccare l’intervento dei regolatori statali. La decisione consente quindi al Nevada di applicare le proprie norme sul gioco ai contratti collegati agli eventi sportivi.
Secondo il Collegio, Kalshi non ha dimostrato che il Commodity Exchange Act prevalga probabilmente sulla disciplina statale. La Corte ha qualificato i prodotti sportivi offerti dalla piattaforma come scommesse. Non li ha considerati come swap finanziari soggetti esclusivamente alla competenza federale della CFTC.
Kalshi: “Competenza esclusiva della CFTC”
La controversia nasce dalla diffida inviata nel marzo 2025 dal Nevada Gaming Control Board. Kalshi operava nello Stato come un sistema di scommesse sportive. Il sistema era privo delle necessarie autorizzazioni.
La società aveva chiesto ai giudici di impedire alle autorità del Nevada di intervenire, sostenendo di essere un Designated Contract Market registrato presso la CFTC. Per Kalshi, i contratti sugli eventi sportivi sarebbero prodotti finanziari disciplinati a livello federale e sottratti alle normative statali sul gioco.
Un giudice distrettuale aveva inizialmente concesso una tutela preliminare alla piattaforma, per poi revocarla. Kalshi aveva quindi presentato appello contro quest’ultima decisione.
La Corte: “Non sono swap, ma scommesse sportive”
Nella decisione depositata il 28 agosto, il Nono Circuito ha confermato la revoca dell’ingiunzione per quanto riguarda i contratti sportivi.
I giudici hanno osservato che la piattaforma consente contratti sul vincitore. Essa riguarda anche i risultati di partita, l’over-under e le combinazioni. Questa visione è stata confermata dalla Corte. Si tratta, secondo la Corte, di prodotti riconducibili alle scommesse sportive e non di strumenti finanziari rientranti nella definizione di “swap” prevista dalla legge federale.

Il Collegio ha richiamato anche il regolamento federale 17 C.F.R. 40.11, che attualmente vieta sui mercati regolamentati determinati contratti riferiti al gaming. La possibilità per un mercato di autocertificare un nuovo prodotto non renderebbe automaticamente legittima la sua offerta.
La Corte ha quindi ritenuto che Kalshi non abbia dimostrato né l’impossibilità di rispettare contemporaneamente la disciplina federale e quella del Nevada, né che le disposizioni statali ostacolino gli obiettivi del Commodity Exchange Act.
Il Nevada può applicare le proprie regole
La pronuncia consente alle autorità del Nevada di proseguire l’attività di controllo sui contratti sportivi della piattaforma e di applicare le norme statali previste per il gioco e le scommesse.
Il presidente del Nevada Gaming Control Board, Mike Dreitzer, ha accolto positivamente il provvedimento, ribadendo che questi prodotti devono essere trattati come scommesse sportive e sottoposti alle regole statali poste a tutela del mercato e dei consumatori.
Anche l’American Gaming Association ha espresso soddisfazione, definendo la decisione un risultato importante per la tutela dei contribuenti e del sistema statale e tribale del gioco regolamentato.
Kalshi ha invece annunciato l’intenzione di chiedere un ulteriore riesame della pronuncia. La normativa federale impedisce agli Stati di regolare le attività su un mercato autorizzato dalla CFTC.
Decisioni opposte in Nevada e New Jersey
La decisione del Nono Circuito si pone in contrasto con quella adottata ad aprile dalla Corte d’Appello del Terzo Circuito nella controversia con il New Jersey. In quel caso, la Corte d’Appello del Terzo Circuito ha riconosciuto la prevalenza della disciplina federale, impedendo allo Stato di applicare a Kalshi le proprie norme sul gioco.

Il contrasto tra le due Corti federali aumenta la possibilità che la questione arrivi davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti, chiamata eventualmente a stabilire se e in quale misura i contratti sportivi dei prediction market possano essere regolati dai singoli Stati.
La pronuncia del Nono Circuito è arrivata mentre il confronto tra Kalshi e il Nevada si era già esteso al tema della tutela dei giocatori. Come riportato da AGIMEG, dal 12 agosto la piattaforma impedisce agli utenti localizzati nello Stato di acquistare contratti relativi a sport, politica e intrattenimento, in applicazione di un accordo con le autorità locali.
Rinviata la questione dei contratti elettorali
La decisione non chiude definitivamente l’intera controversia. Il pronunciamento riguarda infatti la tutela preliminare richiesta da Kalshi e, in particolare, i contratti collegati agli eventi sportivi.
La Corte ha rinviato al tribunale distrettuale la parte relativa ai contratti sugli eventi elettorali, che dovrà essere riesaminata tenendo conto dei principi indicati nella decisione d’appello. sb/AGIMEG

