Kalshi accusa le autorità dello Stato di Washington di applicare in modo selettivo le norme sul gioco, intervenendo contro la sua attività senza adottare provvedimenti analoghi nei confronti degli altri operatori del settore. Nel mirino della società finisce soprattutto Polymarket, indicata come una delle piattaforme che non avrebbero subito le stesse restrizioni.
La contestazione è contenuta in una lettera inviata da un legale di Kalshi alla Washington State Gambling Commission e ottenuta dallo Spokesman-Review. Secondo la società, l’ufficio del procuratore generale dello Stato non avrebbe intrapreso azioni analoghe contro altri operatori che offrono contratti collegati all’esito di eventi.
La vicenda si inserisce nel più ampio confronto sulla natura e sulla regolamentazione dei prediction market come Kalshi e Polymarket, al centro di una crescente attenzione da parte delle autorità statunitensi.
Kalshi chiama in causa Polymarket
Kalshi sostiene che la propria attività sia sottoposta alla vigilanza della Commodity Futures Trading Commission. KalshiEX è infatti registrata presso la CFTC come Designated Contract Market, ossia come mercato contrattuale designato. Secondo la società, la competenza sui contratti relativi agli eventi spetterebbe quindi all’autorità federale e non ai singoli Stati.
Nella lettera viene citata espressamente Polymarket. Kalshi contesta il mancato intervento delle autorità di Washington nei confronti del concorrente, sostenendo che non esisterebbero differenze legittime tali da giustificare un diverso trattamento tra gli operatori.
Per la società, un’autorità realmente preoccupata della tutela dei consumatori non dovrebbe impedire l’accesso al mercato a un solo operatore, lasciando contemporaneamente aperta la porta agli altri. Si tratta, tuttavia, della tesi difensiva avanzata da Kalshi e non di una conclusione già accertata da un tribunale.
La replica del procuratore generale di Washington
L’ufficio del procuratore generale dello Stato di Washington ha respinto l’accusa. Il portavoce Mike Faulk ha sostenuto che l’autorità, in base alla legge, non sia obbligata a perseguire contemporaneamente tutti i soggetti potenzialmente coinvolti nella medesima attività per poter ottenere una pronuncia nei confronti di uno di essi.
Secondo l’ufficio, la scelta di intervenire contro Kalshi sarebbe inoltre legata alle dimensioni della piattaforma, considerata il maggiore operatore del settore presente nello Stato.
La controversia nasce dall’azione promossa dal procuratore generale Nick Brown, secondo il quale Kalshi avrebbe operato in violazione della normativa statale sul gioco. Nello Stato di Washington, le scommesse sportive sono consentite soltanto nell’ambito delle strutture tribali autorizzate.
Le limitazioni imposte a Kalshi
Ad agosto il giudice della King County Superior Court, John F. McHale, ha disposto in via cautelare forti limitazioni all’attività della società. Il provvedimento impedisce a Kalshi di promuovere, offrire, accettare o facilitare nello Stato contratti riguardanti sport, elezioni, politica, intrattenimento, cultura, tecnologia e scienza.
Le limitazioni non comprendono invece i contratti collegati a materie prime, clima, economia e finanza. Il provvedimento ha inoltre imposto alla società di adottare sistemi di geolocalizzazione basati sull’indirizzo IP e sulla residenza degli utenti.
Kalshi continua a sostenere che i propri contratti non costituiscano scommesse, ma strumenti regolamentati a livello federale. Le autorità di Washington li considerano invece forme di gioco soggette alla normativa statale.
Lo scontro sulla competenza tra Stati e CFTC
La vicenda si inserisce in un confronto più ampio sulla regolamentazione dei prediction market negli Stati Uniti. Il nodo è stabilire se i contratti sugli eventi debbano essere disciplinati esclusivamente dalla CFTC oppure se gli Stati possano applicare le proprie leggi sul gioco e imporre agli operatori il possesso delle relative autorizzazioni.
Il quadro giudiziario non è uniforme. Nel procedimento riguardante il Nevada, la Corte d’Appello federale del Nono Circuito ha ritenuto che Kalshi non avesse dimostrato, nella fase cautelare, la prevalenza della normativa federale sulle disposizioni statali. Nel caso relativo al New Jersey, la Corte d’Appello del Terzo Circuito ha invece mantenuto una tutela cautelare favorevole alla piattaforma, riconoscendo in quella fase la possibile competenza esclusiva della CFTC.
Non si tratta ancora di decisioni definitive sul merito, ma il contrasto tra gli orientamenti adottati dai tribunali mantiene aperto uno dei principali interrogativi sul futuro dei prediction market statunitensi. L’iniziativa di Kalshi sposta ora l’attenzione anche sulla parità di trattamento tra gli operatori concorrenti e, in particolare, sulla posizione di Polymarket. sb/AGIMEG

