Liguria: via libera del Consiglio regionale a ulteriore rinvio sine die dell’entrata in vigore della legge sul gioco

In Liguria, il Consiglio regionale, con 16 voti favorevoli e 13 contrari, ha approvato un’ulteriore rinvio sine die dell’entrata in vigore della legge che riduce le sale gioco e le slot. La legge approvata nel 2012 all’unanimità sarebbe dovuta entrare in vigore a maggio 2017, ma la giunta Toti aveva rinviato di un anno l’entrata in vigore. “La nuova proposta di legge regionale per disciplinare il gioco, a cui stiamo lavorando, tiene conto dell’accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni, prevede una riduzione del 50% dell’offerta legale di gioco in Liguria, sarà calendarizzata in commissione già a partire dai prossimi giorni. Vogliamo solo evitare un assurdo legislativo che una legge entri in vigore poco prima che ne arrivi un’altra”. Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti a Genova ha motivato così in Consiglio regionale la proroga dell’entrata in vigore della legge regionale anti-slot del 2012. “La Commissione Sanità ha dato il via libera, fra le polemiche, all’ulteriore proroga ‘salva-slot’ in discussione nel consiglio regionale. Il gruppo Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria fa quadrato con le associazioni anti-azzardo presenti in Commissione e denuncia la forzatura”. Hanno invece commentato i consiglieri regionali d’opposizione Gianni Pastorino e Francesco Battistini. “La proroga ‘salva-slot’ – ha aggiunto Pastorino – è un pasticcio inaudito. Gli stessi uffici della Regione, su nostra esplicita richiesta, hanno espresso perplessità su un atto cui manca un termine. Una proroga senza scadenze, insomma. Su questa vicenda la giunta ha fatto tutti i pasticci possibili. Prima la proroga del 2017 e ora, quasi allo scadere del tempo, un ulteriore rinvio senza termine di scadenza che costituisce una vera e propria contraddizione in termini. In ultimo appare improprio il ragionamento di Toti, in relazione all’accordo Stato-Regioni. Quell’accordo, infatti, cerca un punto di equilibrio a livello nazionale rispetto a regioni che sul gioco non avevano fatto assolutamente nulla. Non a caso, in questo accordo vengono fatte salve le legislazioni più stringenti come la nostra del 2012. Finora la Liguria era regione capofila. Ora, con la forzatura della giunta destro-leghista, rischia di diventare fanalino di coda”, ha concluso. “Celebriamo una pagina nera del Consiglio regionale”, ha commentato il capogruppo del Pd Giovanni Lunardon. “Riteniamo che anche un testo stringato come quello della proroga, su un tema così delicato, ponga l’esigenza di un dibattito molto ampio, impossibile da esaurire in poche ore”, ha continuato Melis. cdn/AGIMEG

Liguria, scarsa partecipazione al presidio di fronte alla Regione contro la nuova legge sul gioco

Un presidio di fronte al Consiglio Regionale della Liguria, indetto da associazioni, sindacati, Pd, M5S e Lista Crivello contro il nuovo disegno di legge regionale che regola il gioco sul territorio ligure, si è svolto questa mattina, coinvolgendo però solo una cinquantina di persone. “I sindacati insieme alle altre associazioni hanno avanzato molte proposte, tra cui il divieto assoluto della pubblicità, la riduzione di un terzo dell’offerta complessiva del gioco, l’aumento delle risorse destinate al sistema dei servizi per garantire cura e assistenza gratuite alle persone affette da disturbo da gioco d’azzardo – sottolineano Cgil, Cisl e Uil Liguria in un comunicato congiunto -. La Regione non vuole mettere mano in maniera irresponsabile sul fenomeno, nonostante ripetute promesse di provvedere. Infatti il testo che la Giunta ha varato e che in seguito andrà in discussione al Consiglio non contiene elementi innovativi e mantiene sostanzialmente lo status quo di un mercato”. lp/AGIMEG

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