Home Attualità Pasquale Chiacchio (pres. AGSI) ad Agimeg: “Basta incertezze normative. Urgentissima una riforma del gioco fisico chiara e non interpretabile”

Pasquale Chiacchio (pres. AGSI) ad Agimeg: “Basta incertezze normative. Urgentissima una riforma del gioco fisico chiara e non interpretabile”

Pasquale ChiacchioPasquale Chiacchio

La pronuncia della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale una norma contenuta del Decreto Balduzzi che vietava la messa la disposizione negli esercizi pubblici di pc per il gioco online, può essere l’occasione per riformare a dovere il gioco fisico. Una necessità particolarmente avvertita da Pasquale Chiacchio, presidente dell’Associazione Gestori Scommesse Italia (AGSI), che ha rilasciato un’intervista ad Agimeg.

Presidente, qual è il vero grande problema della situazione attuale?
“La troppa incertezza nel settore. Anche la sentenza della Consulta, che di fatto riconosce i pc per il gioco online in tutti gli esercizi, indica che non esiste più alcun caposaldo. Se allora è in atto una riforma, è necessario che si rivedano tutte le regole del settore dei giochi. L’ente regolatore deve dirlo in modo chiaro e trasparente, non interpretabile. Bisogna azzerare ciò che esiste adesso e costruire regole valide per l’intera durata della concessione”.

Quale organo dovrebbe intervenire?
“Mi aspetto l’impegno dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La politica deve attenersi a supportare ciò che stabilisce l’ADM, perché sono pochi gli esponenti dei partiti che conoscono davvero il settore. Nella maggior parte dei casi, il loro parere risulta troppo emotivo o soggetto ad essere strumentalizzato in base gli indirizzi, per andare contro qualcosa o contro qualcuno. Ma in questo modo viene colpito il settore, un settore che opera rispettando le regole statali. Tuttavia, è sempre più difficile: ogni giorno c’è sempre qualche novità. Staremo a vedere cosa succederà”.

Avendo esperienza in questo ambito, che soluzione propone?
“La prima misura da adottare, a mio avviso, è una certificazione efficace per gli operatori. Chi sono i soggetti a poter operare nel comparto? Chi è titolato ad agire? Che sia concesso solo attraverso una certificazione rilasciata dall’ADM, mentre chi non è provvisto non può operare. Questo oggi purtroppo non avviene ed è il punto di partenza fondamentale”.

Quali sarebbero i requisiti per un’attività?
“Una grandezza minima, la professionalità dell’amministratore, una certificazione sanitaria. E se ne possono anche inserire altri”.

Quanto crede che il gioco illegale sia favorito dall’incertezza normativa?
“Molto, anche perché non esiste solo l’effetto diretto della proliferazione di attività contrarie alla legge. È chiaro come in un contesto simile, un marasma generale, gli investitori perdano fiducia. La proroga va avanti da tempo, così come si attende che arrivi a compimento un accordo tra Stato e Regioni. Ripeto, ci vogliono poche regole, chiare e semplici: bianco o nero. Chi ha un attestato opera, chi non ce l’ha viene chiuso. Questa è la prima misura da adottare”.

Cosa si può fare nel rapporto con le regioni?
“Abbiamo proposto che sia fissata una percentuale di attività ripartita per regioni. Oggi la distanza minima deve essere osservata dalle attività qualificate e certificate. Ma esistono anche attività non certificate e abbiamo chiesto delucidazioni in merito. Quali sono? Avevamo anche proposto una distanza minima tra le agenzie, a tutela di tutti gli interessi: i soggetti più vulnerabili, la vivibilità delle zone, gli investimenti degli imprenditori. Tante regole che appartengono al passato, come il Decreto Balduzzi, vanno azzerate. Questa riforma ci dà l’opportunità di farlo. La Campania è un esempio perché ha saputo instaurare un dialogo trasparente e rispettoso con le istituzioni e la politica, sviluppando un’ottima legge, che comunque potrebbe essere chiarita meglio come sulla disciplina e l’individuazione dei luoghi sensibili”. sm/AGIMEG

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