Home Attualità Padel, Andrea Mangiante: “Obiettivo entrare tra i primi 100 giocatori al mondo grazie a tanto lavoro ed una grande passione”

Padel, Andrea Mangiante: “Obiettivo entrare tra i primi 100 giocatori al mondo grazie a tanto lavoro ed una grande passione”

Andrea Mangiante giocatore professionista padelAndrea Mangiante giocatore professionista padel

Classe 2007 e da qualche giorno numero 239 del ranking mondiale, Andrea Mangiante è uno dei giovani più interessanti del padel italiano. Dopo aver concluso il percorso nel circuito giovanile ed essersi lasciato alle spalle un infortunio che l’ha tenuto fermo per alcuni mese, il talento azzurro guarda ora con determinazione al circuito professionistico.

In una intervista rilasciata al direttore di Agimeg, Fabio Felici, Mangiante racconta il passaggio al padel dei “grandi”, gli obiettivi per il 2026, il sogno di entrare tra i primi 100 del mondo e il lavoro quotidiano che accompagna il suo percorso di formazione.

Classe 2007 e oggi sei già stabilmente inserito nel circuito internazionale. Com’è stato il passaggio dal mondo giovanile a quello dei “grandi”?

“In realtà il passaggio è iniziato già prima di chiudere il circuito giovanile, perché avevo cominciato a disputare alcuni tornei open del circuito internazionale. È chiaro che serve un livello molto alto. Ora che sono ufficialmente uscito dal circuito giovanile stiamo lavorando per costruire le basi che mi serviranno per competere stabilmente a questo livello”.

Che sensazioni hai provato entrando in un contesto così competitivo?

“Sono sensazioni molto belle, ma anche molto impegnative. Quando scendi in campo sai che devi sempre dare qualcosa in più, perché contro i migliori giocatori del mondo non ti viene regalato nulla. Bisogna saper soffrire, tenere alta l’intensità e restare concentrati per tutta la partita”.

Gli obiettivi per il 2026

Lo scorso anno Andrea Mangiante ha avuto un infortunio importante che lo ha tenuto lontano dai campi per diversi mesi. Il 2026 sarà l’anno del rilancio? “Non ho ancora fissato obiettivi precisi da conseguire entro la fine dell’anno. Guardando però ai prossimi sei mesi, per quanto riguarda i tornei in Italia mi piacerebbe entrare nella top 50 di seconda fascia. A livello internazionale, invece, l’obiettivo principale non è tanto la classifica, quanto riuscire a competere in maniera sempre più concreta contro i giocatori del circuito professionistico“.

Quindi più crescita che ranking?

“Esatto. Sono ancora giovane e in questa fase si lavora molto sui miglioramenti tecnici e tattici. È un periodo di formazione. L’obiettivo è arrivare a giocarmela alla pari con questi atleti, più che scalare subito posizioni in classifica”.

Se allarghiamo l’orizzonte temporale: dove ti piacerebbe essere tra tre, quattro, cinque anni? Qual è il tuo sogno nel padel?

“Un esempio molto chiaro è quello di Flavio Abate, che oggi è intorno alla settantaquattresima posizione mondiale. Mi piacerebbe arrivare a quel livello, magari nell’arco di quattro anni, quindi entrare tra i primi 100 del mondo e orbitare stabilmente in quella fascia”.

Un obiettivo ambizioso.

“Sì, perché il livello è altissimo e richiede molti sacrifici. Però alla fine sono la qualità e la costanza a fare la differenza. Se riuscissi a rimanere su questa strada, sarebbe una grandissima soddisfazione”.

Andrea Mangiante, le caratteristiche tecniche e tattiche

“Baso molto il mio gioco sul fisico. Non sono uno dei giocatori con le “mani” migliori in assoluto, ma il fisico mi aiuta molto. Punto tanto sull’intensità e sulla continuità: portare avanti lo scambio spesso gioca a mio favore. Mi definirei quindi un giocatore di continuità, di volume”.

Ma quando c’è l’occasione non rinunci ad attaccare.

“Assolutamente sì. Quando ho l’opportunità di spingere la palla mi piace osare. L’idea che sto costruendo insieme al mio maestro, Matteo Mastarelli, è proprio quella di essere un giocatore solido, continuo, capace di tenere alto il ritmo”.

La preparazione è importante: quante volte ti alleni e come è strutturata la tua settimana?

“Dal lunedì al giovedì mi alleno tre ore di padel al giorno: un’ora e mezza la mattina e un’ora e mezza il pomeriggio. In mezzo faccio anche un’ora di preparazione fisica, nei primi tre giorni della settimana, quindi lunedì, martedì e mercoledì”.

Un impegno quotidiano importante.

“Sì, praticamente sono quasi quattro ore al giorno per metà settimana. Nel fine settimana invece ci sono le partite: tornei, oppure, se non ci sono competizioni, organizzo allenamenti e match con altri giocatori per continuare a lavorare”. ff/AGIMEG

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