Operazione “Penalty”: tentativo di corruzione a arbitro Milone per partita Empoli-Lazio. Puntate su siti di scommesse esteri per eludere controlli su flussi anomali. I dettagli

“È stato semplice trovare il coraggio di denunciare”. Lo ha detto Stefano Milone, l’arbitro (della sezione di Taurianova) che ha denunciato per un tentativo di corruzione il collega Luigi Catanoso della sezione AIA di Reggio Calabria, arrestato nell’ambito dell’operazione ‘Penalty’ delle combine nelle gare Primavera. “Noi arbitri entriamo in campo con la pancia, ma poi ragioniamo con la testa. Credo che abbiamo tutti gli strumenti per essere uomini che rispettano le regole. Ero contento già quando ho denunciato, lo sono anche ora che ha vinto la legalità”, ha aggiunto.

Il tentativo di corruzione, in particolare, sarebbe avvenuto alla vigilia della partita Empoli–Lazio del Campionato Primavera, disputata il 18 agosto 2024. In cambio di 3.000 euro Milone avrebbe dovuto “indirizzare la partita”, così che la presunta associazione per delinquere, di cui Catanoso, è ritenuto l’organizzatore, avrebbe ricavato “profitto dalle parallele attività di scommesse correlate all’incontro”. Puntate “sicure”, eseguite tramite siti esteri per eludere i controlli sui flussi anomali.

Un modus operandi che aveva già dato esito positivo con un altro direttore di gara – riporta La Nazione Firenze -: Gianluca Catanzaro. La sua partita Hellas Verona-Cagliari del campionato Under-19 finì 3-5, e gli Over su cui si erano concentrate le scommesse, aveva portato all’incasso.

Nello specifico, nell’ambito dell’operazione “Penalty” che ha fatto luce su un sistema di scommesse truccate, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito una misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di cinque persone, indagate per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Reggio Calabria e avviata nel gennaio 2024 dai Carabinieri, è nata da una segnalazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli su un flusso anomalo di scommesse relative a un match del campionato Primavera. Al centro del sistema ci sarebbe un arbitro della Sezione di Reggio Calabria, attivo in Primavera, Primavera 2 e Serie C, che avrebbe indirizzato l’esito di diversi incontri per farlo coincidere con scommesse mirate del gruppo.

Agli arresti domiciliari sono finiti Luigi Catanoso, Giancarlo Fiumanò, Lorenzo Santoro, Giampiero e Tommaso Reale, titolari di un’agenzia di scommesse di Sesto Fiorentino, indicati come i finanziatori del ‘giro scommesse’. A piede libero, invece, indagati Bartolo e Leo Palamara. cdn/AGIMEG