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Olanda, nuove linee guida sulla verifica dei conti bancari dei giocatori

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La Kansspelautoriteit (Ksa), l’autorità olandese di regolamentazione del gioco, ha pubblicato nuove linee guida sulla verifica dei conti bancari e degli altri metodi di pagamento usati dai giocatori. Il documento nasce da un’indagine sul processo di registrazione, da cui è emerso che gli operatori non sempre svolgono questi controlli in modo adeguato.

La Ksa aveva ricevuto segnalazioni secondo cui alcuni minorenni, pur non potendo giocare, riuscivano in certi casi a effettuare depositi dal proprio conto. L’indagine, condotta su 9 operatori con i dati di 4 banche olandesi, ha confermato che i conti non venivano sempre controllati nel modo corretto. Si poteva quindi giocare con i conti per ragazzi oppure collegare il conto di un minorenne all’account di un giocatore maggiorenne.

Secondo l’autorità, lo stesso problema riguarda anche le persone iscritte al registro di autoesclusione Cruks e quelle sottoposte ad amministrazione dei propri beni. I controlli carenti consentono inoltre di aprire un secondo account sotto un altro nome, ad esempio per commettere frodi sui bonus, coprire le puntate o aggirare i limiti di gioco.

Le linee guida si applicano esclusivamente ai titolari di licenza per il gioco a distanza.

Olanda, la verifica dei conti bancari va fatta su tutti i nomi del giocatore

Prima del primo deposito da un conto nuovo o modificato, o al più tardi in quel momento, l’operatore deve accertare che tutti i nomi e il cognome riportati sul documento d’identità corrispondano all’intestazione del conto.

La Ksa chiarisce che il confronto con i soli dati della transazione non basta. Questi dati riportano in genere solo le iniziali del titolare, quindi non permettono di stabilire se nomi e cognome coincidono davvero.

Come strumento più affidabile l’autorità indica il sistema di verifica del beneficiario, obbligatorio dall’ottobre 2025 nei pagamenti tra banche europee in base alla normativa Ue. Sul mercato olandese il servizio è offerto da SurePay, BlueM, CDDN e Signicat. Varianti del sistema sono già in uso presso due terzi degli operatori online del Paese.

Il meccanismo funziona sia con i conti olandesi sia con quelli esteri, perché si basa sui dati in possesso della banca. Permette anche di capire se il conto è personale o aziendale e quanti sono gli intestatari.

Gli esiti possibili sono tre: in caso di corrispondenza il conto può essere accettato, senza corrispondenza va respinto, mentre una corrispondenza parziale richiede un controllo aggiuntivo, anche manuale. Piccole differenze nei dati, come una “ij” al posto di una “y”, consentono comunque di completare la registrazione. Più la discrepanza è ampia, più va valutato con attenzione se si tratti della stessa persona. La Ksa ammette anche altri sistemi, purché permettano di verificare tutti i nomi e il cognome.

Gli operatori dovranno ricontrollare i giocatori il cui conto non è stato verificato su tutti i nomi, scegliendo autonomamente come farlo. Possono procedere con una verifica di grandi gruppi di conti in un’unica operazione oppure alla prima attività successiva del giocatore, come l’accesso, un deposito o un prelievo. Chi applica già i controlli nel modo indicato dalla Ksa non deve ripetere la verifica sull’intera banca dati.

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Carte di credito e PayPal a rischio più elevato, stop ai conti aziendali

Per la Ksa i depositi effettuati con gli altri metodi di pagamento devono rispettare gli stessi requisiti dei conti bancari. Con Paysafe è possibile verificare nomi, cognome e data di nascita del titolare, perché all’apertura dell’account vengono verificati il documento d’identità e l’indirizzo dell’utente, che deve anche scattare un selfie.

Con PayPal l’apertura dell’account non richiede un documento d’identità: il primo controllo avviene sui dati di base attraverso le banche dati nazionali, mentre l’identità viene confermata in modo indiretto dal conto o dalla carta collegati. Per le carte di credito al momento non è ancora possibile controllare nomi e cognome presso gli emittenti, anche se è in preparazione un meccanismo in grado di farlo. L’autorità considera entrambe le modalità a rischio più elevato e si aspetta che gli operatori adottino misure per contenerlo.

Le linee guida ribadiscono infine che va impedito l’uso di conti aziendali, sia come conto di riferimento sia per i depositi. Nei conti delle società di capitali o di persone l’intestazione non corrisponde al giocatore oppure più persone possono avere accesso al conto.

Il conto di una ditta individuale è invece spesso riconducibile al titolare. La Ksa ne giudica comunque l’uso del tutto indesiderabile, perché mette a disposizione somme più consistenti, comprese imposte e IVA che restano a volte sul conto per mesi prima del versamento. Secondo l’autorità questo può portare a debiti più pesanti, danni all’impresa e pregiudizi per i creditori in caso di fallimento. Il gioco con un conto aziendale va inoltre contro le condizioni delle banche ed espone a un rischio più alto di riciclaggio. QUI il documento integrale fornito dalla Ksa. fp/AGIMEG

 

 

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