“Abbiamo trovato due barriere: il Governo in nessun modo ha voluto ascoltare le nostre istanze e abbiamo trovato poi la censura dalle tv nazionali. E’ come se nessuno avesse il coraggio di parlare di gioco, né la politica né i conduttori televisivi, quasi per paura di inimicarsi tanta gente. Questo ci lascia sgomenti. Non stiamo parlando di un gioco in maniera astratta, ma 120mila famiglie di lavoratori che in questo momento sono senza certezze circa la possibile data di riapertura dell’attività. In più al nostro settore viene spesso negato l’accesso al credito. Questo può essere un altro motivo per cui l’illegalità può arrivare ed entrare nel nostro settore in maniera molto semplice e finire in mano agli usurai è un rischio concreto. Per i politici parlare di giochi è un tabù quando invece è la normalità”. – E’ quanto ha dichiarato ad Agimeg il presidente di Agire Angelo Basta – “In periodo di pandemia non è né possibile né immaginabile nessuna tassa. La mutualità, è vero, sarebbe importante, non siamo contrari al fatto che una parte della raccolta venga destinata allo sport, ma vorrei ricordare che il mondo dei giochi contribuisce con oltre 10 miliardi alle casse erariali. Ci sarebbe tanto spazio per destinare anche una piccola percentuale di quella somma per finanziare in maniera più importante lo sport italiano, basterebbe il 5%, per superare i 40 milioni del DL Rilancio. Il mondo dei giochi è già tassato quasi al 70%. Gli 11mila punti scommesse percepiscono dei ricavi che sono appena sopra la soglia della sopravvivenza. Siamo contenti se lo sport viene finanziato, ma non ci sono i margini. Tantissimi punti chiuderanno. La situazione è gravissima”, ha concluso. cdn/AGIMEG









