Sportiello (M5S): “Gli operatori di gioco online vanno responsabilizzati. Importante ridurre l’offerta di gioco e aumentare la prevenzione”

La deputata del Movimento 5 Stelle Gilda Sportiello è intervenuta alla Camera nel corso della discussione sulla mozione Merola (n. 1-00570) mossa dal PD e dedicata al settore dei giochi pubblici.

La distinzione tra gioco e azzardo

Sportiello ha aperto chiedendo di concordare sul perimetro del dibattito e ha ricordato che il monopolio statale riguarda l’azzardo.

“Per affrontare questa discussione oggi dovremmo partire dalle basi e concordare tutti che qui non parliamo di giochi, parliamo di scommesse, parliamo di azzardo: il gioco è qualcosa che ha una rilevanza pedagogica che ha a che fare anche con la crescita della costruzione delle persone, ha a che fare con la costruzione di relazioni, di comunità, di regole dello stare insieme, non con lo smantellamento delle relazioni sociali, degli ambienti di lavoro, della solitudine, con la costruzione della solitudine più nera. Noi abbiamo un monopolio che è quello dello Stato che riguarda appunto l’azzardo, un’organizzazione e un esercizio che è completamente riservato allo Stato”.

Il modello concessorio sotto accusa

La deputata si è poi soffermata sul rapporto tra lo Stato e i concessionari, giudicando inadeguato l’attuale assetto.

“C’è poi però l’attuale modello concessorio, il rapporto di concessione che c’è con i concessionari, con lo Stato. Ebbene, dovremmo chiederci, funziona ancora? Perché questo modello si è rivelato nel tempo assolutamente inadeguato, perché ha favorito una logica di espansione del mercato che ha anteposto quello che è il gettito fiscale, che è quindi anche una logica del profitto, a quella che è invece la prevenzione dei rischi sociali e sanitari”.

L’azzardo come questione di salute

Il cuore dell’intervento riguarda l’inquadramento sanitario del disturbo da azzardo e la priorità indicata dagli studi scientifici, cioè la sovraesposizione all’offerta.

“E allora dovremmo ricordarci, quando parliamo di azzardo, che il disturbo da gioco d’azzardo è riconosciuto all’interno dei livelli essenziali di assistenza dei LEA, è riconosciuto come patologia che costituisce una delle principali emergenze del nostro tempo, perché ha impatti devastanti sulla famiglia, sul lavoro, sulle relazioni sociali, sulla salute mentale, sull’impoverimento, sulla usura, sulle reti criminali, sull’affiliazione. E allora, quando parliamo di gioco d’azzardo, davvero dovremmo ribaltare il piano: dovremmo innanzitutto parlare di una questione di salute.

Ci sono poi gli studi scientifici, che indicano quali sono le priorità su cui dovremmo concentrarci, la prima delle quali è quella della sovraesposizione all’offerta di gioco, perché esiste una correlazione tra la sovraesposizione e l’impoverimento economico, il sovraindebitamento, l’usura, il disagio psichico, la marginalità sociale e le infiltrazioni criminali”.

Il legame con la criminalità

Sportiello ha contestato l’idea che l’aumento del gioco legale freni quello illegale, citando i dati.

“Quando parliamo di azzardo parliamo anche di criminalità. Vedete, spesso si pensa che il monopolio dello Stato e quindi un aumento del gioco legale possa in qualche modo frenare la spinta illegale. Ancora una volta i dati però ci raccontano una realtà diversa. E ci raccontano che la criminalità organizzata per una serie di ragioni è riuscita a sfruttare anche quelli che sono i meccanismi legali per portare poi acqua al proprio mulino, per andare e virare su delle reti illegali, per sfruttare zone grigie al loro vantaggio”.

Il gioco online e la responsabilità delle piattaforme

Un altro fronte affrontato è quello del canale online e del ruolo delle piattaforme digitali.

“L’altro fenomeno che diventa sempre più crescente e preoccupante è quello del gioco online. Un gioco che chiaramente, se proprio volessimo continuare a chiamarlo così, rappresenta e offre una maggiore accessibilità, soprattutto per i soggetti vulnerabili, essendo una continua esposizione in qualsiasi ora dei giorni. 

Il governo deve rendersi conto che le piattaforme vanno responsabilizzate rispetto all’uso, rispetto a quello che propongono. Perché continuare a lasciare questa zona come terra di nessuno e lasciare che all’interno avvenga qualsiasi tipo di fenomeno, compreso l’azzardo, è chiaro che crea dei problemi che sono assolutamente ingestibili. Non ritenere le piattaforme responsabili di quanto avviene significa deresponsabilizzare e perdere la centralità dello Stato democratico”.

Il conflitto di interessi e la riforma fiscale

La deputata ha individuato un conflitto di interessi strutturale nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e ha espresso preoccupazione per l’attuazione della riforma fiscale.

“C’è poi un conflitto di interessi che è strutturale e che andrebbe risolto come proponiamo all’interno di questa mozione ed è quello che riguarda l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli perché al suo interno raccoglie le funzioni di regolazione, di controllo, di promozione e di massimizzazione del gettito fiscale. E allora come si fa, se al suo interno racchiude tutte queste funzioni che in qualche modo sono anche in contrasto tra loro, a garantire che sia davvero la salute pubblica messa al centro del ragionamento e delle priorità di un’azione legislativa dello Stato? Questo ci preoccupa anche perché, in vista della completa attuazione della riforma fiscale, visto che rimane non attuata la delega, per esempio per il riordino della rete fisica che è stata prorogata fino ad agosto del 2026 e su cui però siamo preoccupati perché il dibattito preparatorio che sta emergendo desta non pochi dubbi, innanzitutto sul tema del distanziamento.

Si passa dal parlare di una distanza fisica a una distanza giuridica e ulteriori perplessità riguardano poi il fatto che si prevedono la compartecipazione delle regioni e degli enti locali al gettito fiscale derivante dall’azzardo. E questo meccanismo secondo noi andrebbe ad aggravare quello che è già un conflitto di interessi che vediamo anche all’interno dell’ADM ma soprattutto vediamo un rischio perché gli enti locali potrebbero essere disincentivati ad adottare delle politiche di contenimento e di prevenzione”.

I numeri del Libro nero sull’azzardo

Sportiello ha quindi richiamato i dati del Libro nero sull’azzardo relativi al 2025.

“Il libro nero sull’azzardo ci racconta dei dati drammatici su cui vorrei soffermarmi: pensate che nel 2025 il volume complessivo dell’azzardo in Italia ha raggiunto il record storico di 165,34 miliardi di euro con una crescita del 5% rispetto all’anno precedente, una cifra che equivale al 7,3% del PIL nazionale, che supera abbondantemente i 138,6 miliardi del Fondo Sanitario Nazionale ed è pari al doppio della spesa pubblica per l’istruzione. Stiamo parlando di cifre che raccontano di perdite nette dei cittadini che ammontano a 21,88 miliardi di euro, una cifra che si avvicina a quella di un’intera manovra finanziaria con un peso del 2% sul monte complessivo dei redditi degli italiani. 

La crescita più preoccupante riguarda però il canale online perché ha superato per la prima volta nel 2025 la soglia dei 100 miliardi di raccolta con un incremento del 9,5% sul 2024 e del 221% rispetto al 2018. E se state pensando che in queste cifre astronomiche sia lo Stato a guadagnarci, vi do un altro dato: le uniche grandi vincenti da questi introiti sono le imprese del settore che in cinque anni hanno visto i loro utili crescere del 165% in termini reali, con un fatturato aggregato che nel 2025 ha raggiunto i 10,4 miliardi di euro.

Questi sono numeri che raccontano una fotografia tragica del nostro Paese, dietro cui ci sono vite delle persone che sono distrutte, vite delle persone su cui l’intervento spesso è tardivo perché quando ci si rende conto che si è superato il limite, molto spesso è veramente tardi e i danni sono stati gravissimi”.

camera dei deputati

Le richieste del Movimento 5 Stelle

Nella parte conclusiva, la deputata ha rivendicato la linea del proprio gruppo e ha chiesto un impegno preciso al governo.

“Voglio sottolineare che questo gruppo parlamentare ha sempre portato avanti una battaglia distintiva sul tema con interventi legislativi che volevano ridurre le offerte di gioco, rafforzare la prevenzione, la cura e la riabilitazione dei soggetti affetti da disturbi del gioco d’azzardo. Però questo quadro e le nostre iniziative sono stati gravemente indeboliti dai più recenti interventi normativi, come la soppressione nella legge di bilancio 2025 dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave, che era un presidio tecnico-scientifico fondamentale, che vorreste sostituire con una consulta in cui fanno parte gli stessi esponenti dei concessionari di gioco. Io veramente credo che peggio difficilmente si potrebbe fare.

Allora noi chiediamo un impegno serio. Parlare di azzardo significa parlare della salute delle persone, e questo Stato non può continuare a fare i conti col gettito fiscale che proviene dalla disperazione delle famiglie. Come Movimento 5 Stelle continueremo a batterci su questo e crediamo davvero che la vita delle persone vada messa al centro”. fp/AGIMEG