Un vero e proprio tesoro nascosto tra le carte d’ufficio: mazzette di euro, vecchie lire, centinaia di Gratta e Vinci, orologi di lusso e persino armi clandestine. È quanto emerso dalle indagini condotte dal pm Stefano Ammendola e dai Carabinieri della sezione di polizia giudiziaria a carico di un cinquantaquattrenne, ormai ex autista e funzionario amministrativo dell’ufficio GIP del Tribunale di Milano.
L’ombra della ’Ndrangheta e il tentativo di truffa
L’inchiesta, esplosa lo scorso luglio, aveva già visto l’uomo indagato per tentata truffa e falso con l’aggravante mafiosa. Secondo gli inquirenti – riporta Il Giorno -, il dipendente pubblico avrebbe tentato di stornare quasi un milione di euro, somma originariamente confiscata nell’ambito di un procedimento giudiziario, per farla recapitare a un esponente legato alla cosca di ’ndrangheta dei Condello.
La perquisizione e il tesoro nel Palazzo di Giustizia
Il 27 agosto, una nuova perquisizione nell’ufficio al settimo piano del Palazzo di Giustizia milanese, locale già posto sotto sequestro all’inizio dell’estate, ha portato alla luce un quadro ancora più gravoso. L’indagato, dal 2007 responsabile degli adempimenti legati ad archiviazioni, beni in sequestro e corpi di reato, avrebbe sistematicamente sottratto materiali dai plichi di custodia.
Nel suo ufficio gli investigatori hanno rinvenuto:
- Denaro contante: decine di vecchie banconote, tra cui tagli da 5.000 e 100.000 lire, e 246 banconote da 100 euro, per un totale vicino ai 50.000 euro.
- Tagliandi di gioco: centinaia di Gratta e Vinci, tra cui 174 schedine della serie “Turista per Sempre”.
- Armi da fuoco: pistole e revolver depositati nell’ufficio, alcune delle quali clandestine e prive di matricola.

Riciclaggio e “monetizzazione” dei corpi di reato
Oltre al contante e alle armi, gli accertamenti hanno evidenziato una presunta attività di reimpiego dei beni sottratti. Tra le carte sono spuntate ricevute d’acquisto e compravendita di orologi di gran lusso, tra cui Rolex e Omega, e documenti relativi a cessioni presso vari compro-oro della zona.
A completare il quadro indiziario figurano verbali di sequestro manomessi, pratiche bancarie e un manoscritto dell’ottobre 2017 firmato dallo stesso funzionario, nel quale si fa riferimento a una precedente vicenda legata alla restituzione di somme di denaro. L’ex dipendente è stato nel frattempo sollevato dal suo incarico e trasferito presso un’altra sede della Lombardia. cdn/AGIMEG

