La Malta Gaming Authority è tornata sul caso dell’accesso non autorizzato a uno dei propri sistemi, prendendo posizione dopo le dichiarazioni pubbliche di un’individua che ha rivendicato l’intrusione e formulato accuse e minacce nei confronti dell’Autorità. In una nota diffusa il 20 marzo, la MGA ha condannato qualsiasi accesso abusivo ai propri sistemi e ogni eventuale estrazione, gestione o diffusione di dati ottenuti in questo modo, definendo tali condotte incompatibili con il rapporto lecito con le istituzioni pubbliche.
Il regolatore maltese aveva già comunicato il 17 marzo di aver individuato una violazione in uno dei suoi sistemi, attivando immediatamente i protocolli interni di risposta, le misure di contenimento e un’indagine tecnica approfondita. In quella fase, la MGA aveva precisato che i primi elementi facevano pensare al coinvolgimento di una persona presentatasi come security researcher, senza però fornire dettagli sulla natura dei dati eventualmente coinvolti.
Chi è l’hacker
Secondo ricostruzioni di stampa, a rivendicare l’azione sarebbe stata Lilith Wittmann, ricercatrice tedesca che si definisce ethical hacker. La stessa avrebbe sostenuto di essere entrata in possesso di materiale sensibile, inclusi file di compliance degli operatori e dati relativi ai giocatori, affermando inoltre di voler rendere pubblici presunti collegamenti tra il regolatore e la criminalità organizzata nel comparto del gioco maltese.
Nella replica ufficiale, però, la MGA ha respinto con fermezza questo impianto accusatorio, sostenendo di operare da oltre vent’anni all’interno di un quadro giuridico e regolatorio consolidato e ribadendo che le affermazioni diffuse nel contesto dell’accesso abusivo sono “prive di fondamento” e non scalfiscono il ruolo dell’Autorità in materia di trasparenza, corretto procedimento e rispetto dello Stato di diritto. sm/AGIMEG










