I mercati predittivi sono, di fatto, scommesse non autorizzate presentate sotto una diversa denominazione e, come tali, dovrebbero essere soggetti agli stessi requisiti in materia di licenze, integrità, contributo alla collettività e tutela dei consumatori previsti per il settore delle scommesse.
È questa la posizione espressa dalla World Lottery Association (WLA) nel documento Position Paper on Prediction Markets. L’associazione, che riunisce gli operatori di lotteria autorizzati in oltre 160 giurisdizioni nel mondo, prende così posizione sul tema, recependo anche le valutazioni di United Lotteries for Integrity in Sports (ULIS) riguardo ai potenziali rischi per l’integrità sportiva.
La WLA descrive una crescita molto rapida del comparto. Il volume mensile delle transazioni è passato da meno di 100 milioni di dollari all’inizio del 2024 a oltre 13 miliardi a fine 2025, per arrivare ai 26 miliardi del solo gennaio 2026. Su base annua il volume è salito da 15,8 miliardi nel 2024 a 63,5 miliardi nel 2025, con un incremento del 400%, mentre durante il Super Bowl 2026 la sola Kalshi ha superato il miliardo di dollari in un singolo giorno. Secondo le stime riportate, oltre il 90% dei volumi attuali deriva da contratti su sport e altri eventi, mentre le proiezioni indicano per il 2030 volumi di scambio annui pari o superiori a 1.000 miliardi di dollari.
Il nodo, secondo la WLA, è il cosiddetto arbitraggio normativo: gli operatori definiscono le giocate “contratti” e i partecipanti “trader”, una terminologia finanziaria che contribuisce a collocare questi prodotti al di fuori del perimetro regolatorio di lotterie e scommesse, sottraendoli agli obblighi di licenza e di tutela del consumatore, oltre che ai requisiti di integrità sportiva. La riqualificazione lessicale, osserva l’associazione, non modifica la natura del prodotto. Da qui la richiesta di un criterio funzionale e basato sulla sostanza: qualsiasi prodotto che offra un rendimento economico legato all’esito di un evento è una scommessa e va regolato come tale.
L‘autorizzazione ottenuta in base a una cornice finanziaria o sui derivati, aggiunge il documento, non equivale a una licenza di gioco, poiché la designazione della statunitense Commodity Futures Trading Commission (CFTC) come Designated Contract Market non impone verifica dell’età, autoesclusione, limiti di gioco responsabile né segnalazione delle operazioni sospette agli organismi di integrità sportiva.
Le quattro criticità segnalate
Il testo individua quattro principali fronti di preoccupazione:
- Operatività senza licenza: i mercati predittivi che offrono contratti su eventi sportivi e su esiti delle lotterie senza una licenza locale operano in violazione dei requisiti applicabili al gioco e, sul piano internazionale, al di fuori della Convenzione di Macolin sulla manipolazione delle competizioni sportive.
- Rischi per l’integrità sportiva e di partite truccate: l’assenza di monitoraggio e di segnalazione delle operazioni sospette, unita alla mancanza di divieti sull’uso di informazioni privilegiate, offre agli attori corrotti una via diretta per monetizzare esiti manipolati.
- Carenze nella tutela di consumatori e giocatori: le piattaforme non sono soggette agli obblighi di protezione del giocatore previsti per gli operatori autorizzati, come la verifica dell’età, l’autoesclusione, i limiti di spesa o il supporto al gioco responsabile.
- Vuoti normativi e concorrenza sleale: gli operatori autorizzati sostengono per intero i costi di conformità e di tassazione, oltre ai contributi destinati a finalità di pubblico interesse, mentre i prediction market non regolamentati non ne sostengono alcuno pur contendendosi gli stessi clienti.
La Convenzione di Macolin e i rischi per l’integrità
La WLA richiama la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione delle competizioni sportive (Convenzione di Macolin) come quadro di riferimento internazionale. I mercati predittivi, secondo il documento, restano fuori dagli obblighi che la Convenzione pone in capo agli operatori autorizzati. L’articolo 9 impone la licenza degli operatori di scommesse e l’articolo 12 la segnalazione delle scommesse sospette alle autorità competenti. L’articolo 13 prevede lo scambio transfrontaliero di tali informazioni, mentre l’articolo 3(5) adotta una definizione di scommessa sportiva ampia, tale da comprendere i contratti finanziari sugli esiti sportivi. Ogni piattaforma non autorizzata, conclude la WLA, rappresenta un punto cieco nella rete globale di monitoraggio dell’integrità.
Tra i rischi, il documento segnala in particolare l’uso di informazioni privilegiate. Viene citato il cosiddetto ”caso Maduro”: poco prima dell’annuncio pubblico di un’operazione statunitense che ha portato alla rimozione del presidente venezuelano Nicolás Maduro, alcuni conti di recente creazione avrebbero piazzato giocate ingenti e concentrate proprio su quell’esito, con profitti superiori a 400.000 dollari, episodio che ha spinto alcuni parlamentari statunitensi a chiedere accertamenti. Il testo osserva inoltre che le scommesse multiple e la negoziazione in tempo reale sugli sviluppi di gara replicano i prodotti più spesso associati alla manipolazione sportiva.
Il quadro normativo internazionale
Negli Stati Uniti il nodo è se i contratti su eventi sportivi siano derivati di competenza federale della CFTC o prodotti di gioco regolati Stato per Stato. Dalla fine del 2024 oltre dieci Stati hanno emesso diffide verso gli operatori; sette risultavano coinvolti in contenziosi federali all’inizio del 2026, con Massachusetts e Nevada in sede di tribunale statale, e diversi esperti ipotizzano un approdo alla Corte Suprema tra il 2027 e il 2028. Nel febbraio 2026 la CFTC ha depositato una memoria a sostegno della propria competenza federale esclusiva.
Sul fronte degli operatori, Kalshi, prima piattaforma riconosciuta dalla CFTC come Designated Contract Market, ha registrato circa 22,9 miliardi di dollari di volume nel 2025, mentre Polymarket, multata per 1,4 milioni dalla CFTC nel 2022 per mercati non registrati, a inizio 2026 risultava valutata oltre 12 miliardi. Il documento segnala anche l’ingresso degli operatori di scommesse DraftKings e FanDuel, usciti dall’American Gaming Association in seguito alla scelta di offrire prodotti di mercati predittivi.
In Europa le risposte variano. Germania e Francia hanno proceduto a qualificazioni esplicite e ad avvertimenti, i Paesi Bassi a decisioni sanzionatorie, Polonia e Svizzera a meccanismi di blocco, mentre Portogallo, Ucraina, Ungheria, Belgio e Romania avrebbero bloccato o inserito in liste nere questi servizi. Nel Regno Unito la Gambling Commission, a febbraio 2026, ha indicato di trattarli come prodotti di scommessa soggetti a licenza di intermediario. Fuori dall’Europa, l’australiana ACMA li ha qualificati come gioco illegale a distanza, mentre Singapore, Taiwan e l’India hanno disposto blocchi nei confronti di Polymarket; il caso di Singapore, dove l’attività è proseguita tramite VPN, viene citato per mostrare che il blocco riduce ma non elimina il fenomeno.
La posizione e le richieste della WLA
Il documento quantifica la posta in gioco: nell’esercizio 2024 il settore regolamentato di lotterie e scommesse ha restituito 109 miliardi di dollari a cause di pubblica utilità, e anche una diversione contenuta dei volumi verso piattaforme non regolamentate, stimata al 5%, comporterebbe oltre 2 miliardi sottratti a tali finalità.
La WLA chiede ai regolatori di adottare una definizione funzionale di scommessa che includa i mercati predittivi, di far rispettare gli obblighi di licenza anche attraverso il blocco geografico e ordini ai fornitori di servizi internet, di ratificare e attuare la Convenzione di Macolin e di estendere i registri di autoesclusione a queste piattaforme. La conclusione del documento è netta: i prediction market devono essere trattati come scommesse.
La pubblicazione integrale è disponibile QUI. fp/AGIMEG










