Il Consiglio dei Ministri ha approvato la Legge di Bilancio per il 2027. L’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha dato il via libera a una Manovra che vale complessivamente tra i 23,5 e i 26 miliardi di euro.
Il provvedimento si concentra sulle priorità già tracciate negli anni precedenti: tutela dei salari e del potere d’acquisto, sostegno al ceto medio, incentivi per giovani e famiglie, interventi per le imprese e risorse per la sanità. Il testo inizia ora il suo iter in Parlamento per l’approvazione definitiva entro il 31 dicembre.
La Manovra 2027 “vale complessivamente circa 26 miliardi di euro”. A dirlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa dopo il Cdm che ha approvato la Legge di Bilancio. “Con questa Legge di Bilancio confermiamo tutti gli interventi inseriti nella precedente Manovra, che sarebbero terminati alla fine di quest’anno. Quindi un pacchetto di misure che già da solo vale circa 9 miliardi di euro”, ha aggiunto. “Settecento milioni arrivano dal settore dei giochi”, ha specificato.
I numeri chiave della Legge di Bilancio 2027 e le coperture
Il pacchetto della nuova Legge di bilancio ammonta complessivamente a 23,5 miliardi di euro, una cifra che poggia su equilibri finanziari delicati. A fare da pilastro alla manovra è la clausola di salvaguardia nazionale per la difesa e l’energia, dal valore di 14,4 miliardi, affiancata dai tagli alle spese dei ministeri e dai recuperi di risorse legati alle economie del Pnrr.
A completare il quadro delle coperture interviene il contributo richiesto al settore finanziario — in particolare ad istituti di credito e compagnie assicurative — da cui il governo punta ad ricavare circa 5 miliardi di euro. Un capitolo che si preannuncia tuttavia spinoso: il comparto bancario esprime un forte dissenso verso nuovi sacrifici, facendo leva sull’accordo triennale da 10 miliardi siglato con l’esecutivo soltanto lo scorso anno.
Per reperire le risorse residue, il piano dell’esecutivo prevede infine interventi sul settore dei giochi e la revisione delle accise sui tabacchi, che potrebbe tradursi in un imminente aumento del prezzo delle sigarette.
Calendario e prossimi passaggi parlamentari
Con l’approvazione del disegno di legge il testo passa ora all’esame delle Camere. Durante il percorso parlamentare potranno essere presentati emendamenti per perfezionare le coperture e modificare i singoli articoli. La scadenza tassativa per il voto finale è il 31 dicembre, in vista dell’entrata in vigore dal 1° gennaio 2027.
Slot e VLT: l’ipotesi dell’aumento di un punto di PREU
Tra gli interventi nella manovra, come già anticipato da Agimeg, si è parlato anche di un’aumento del Prelievo Erariale Unico (PREU). Tra le opzioni sul tavolo, l’intervento a maggior impatto economico prevede un incremento fino a un punto percentuale applicato in particolare a Vlt e slot.
Concessioni retail: proroga da 2 a 3 anni e costi in forte rialzo
Si è parlato anche di un rinnovo temporaneo delle concessioni in scadenza per scommesse, slot, VLT e Bingo:
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Durata: Si valuta una proroga delle concessioni retail per un arco temporale compreso tra due e tre anni.
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Oneri: Gli importi richiesti agli operatori saranno sensibilmente più elevati rispetto ai rinnovi del passato per rispondere alle esigenze di cassa dell’esecutivo.

Sale LAN, recupero debiti prelievo 2015 e nodi Gratta e Vinci e Online
Tra gli altri interventi strategici ipotizzati per il settore:
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Sale LAN ed eSports: Tra i dossier in esame figura una potenziale misura di regolarizzazione per le sale dedicate agli esports e al gaming virtuale.
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Recupero debiti filiera slot: Si valuta il recupero del debito residuo a carico della filiera degli apparecchi, legato al prelievo straordinario introdotto nel 2015 dal Governo Renzi.
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Gratta e Vinci: Per la concessione in scadenza a settembre 2028 prende quota l’ipotesi di inclusione in una proroga triennale, con un pagamento commisurato alla futura base d’asta.
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Gioco online: Restano sullo sfondo ipotesi di ritocchi di portata contenuta, che dovranno comunque garantire la compatibilità con il principio dell’invarianza fiscale.
Tutti gli interventi non costituiscono ancora decisioni definitive. cdn/AGIMEG