Un settore sotto crescente pressione regolatoria, chiamato a trovare un equilibrio tra sostenibilità economica e tutela dei consumatori. È il quadro tracciato da Maarten Haijer, segretario generale dell’EGBA (European Gaming and Betting Association), che da Bruxelles guida l’associazione dei principali operatori europei del gioco online. In una lunga intervista Haijer ha sottolineato le priorità dell’industria: responsabilità, regolazione efficace e contrasto al mercato nero.
“Il gioco responsabile è il cuore e l’anima non solo dell’associazione, ma di tutta l’industria” ha dichiarato. Un punto che, secondo Haijer, deve essere accettato da tutti gli operatori: “Noi non vendiamo libri online, ma gioco d’azzardo online. Per alcune persone questo può comportare problemi e il settore deve farsene carico. È anche la principale preoccupazione dei regolatori, a Bruxelles come a livello nazionale, ed è giusto che sia così”.
Per questo l’EGBA lavora a rafforzare strumenti e standard comuni che permettano di elevare il livello della protezione: dall’uso dei registri di autoesclusione, fino all’adozione di sistemi predittivi basati sull’intelligenza artificiale in grado di identificare comportamenti a rischio e intervenire in modo tempestivo. “Gli algoritmi di AI consentono agli operatori di sviluppare modelli predittivi, tracciare i comportamenti individuali e intervenire quando necessario. È lì che sta il futuro del settore: rispettare gli obiettivi di sicurezza senza soffocare la competitività”.
Il segretario generale ha anche sottolineato come in Europa si stia ormai consolidando un modello regolatorio basato sulle licenze, superando monopoli e divieti. “Quindici anni fa il panorama era molto frammentato, con monopoli e proibizioni. Oggi solo la Finlandia mantiene un monopolio online, ma è in fase di cambiamento. Il modello vincente è quello della licenza: se un operatore rispetta requisiti stringenti, può offrire i suoi servizi. Non ci sarà armonizzazione europea a breve, ma questa è la strada intrapresa da tutti i Paesi”.
Ma insieme alle regole c’è un altro tema centrale: la crescita del mercato nero. “È un problema sempre più grave, non solo per gli operatori ma anche per i regolatori. In Olanda, uno studio del governo ha stimato che oltre il 50% del mercato è ancora nelle mani di operatori completamente illegali. Lo stesso accade in Germania e in altri Paesi. Questi soggetti, spesso casinò crypto o con licenze extraeuropee, competono senza rispettare regole né pagare tasse, mentre i nostri membri investono in responsabilità e versano 3,8 miliardi di euro l’anno in entrate fiscali a UE e Regno Unito”.
Non poteva mancare un passaggio sulla pubblicità, spesso al centro di polemiche. “Capisco le preoccupazioni sulla quantità e sui contenuti, ma l’advertising resta cruciale. È un punto di informazione: serve a far sapere ai giocatori quali operatori sono autorizzati e quali no. Certo, la qualità deve essere garantita. Per questo abbiamo adottato un codice di condotta che regola contenuti, social media, TV e ogni forma di comunicazione, assicurando che i messaggi non siano rivolti ai minori e includano avvertenze chiare”.
Guardando al futuro, Haijer cita anche i nuovi dossier europei, come la protezione dei minori online e le regole antiriciclaggio, oltre alla crescente attenzione della Commissione al tema della crescita economica. Ma ribadisce: “Il settore deve aspettarsi regole. Non ce ne saranno meno, anzi. Il punto non è ridurle, ma migliorarle. Serve una regolazione migliore, più efficace, che protegga i consumatori e permetta al contempo un’industria sostenibile”. ng/AGIMEG

