Il gioco illegale è un fenomeno sempre più comune soprattutto tra i più giovani. La ricerca “Mercato legale e gioco pubblico: il ruolo dell’industria“, effettuata dalla LUISS Business School e presentata oggi all’Hotel Nazionale di Roma, ha evidenziato il coinvolgimento per fasce di età: il 35% ha tra i 18 e i 24 anni, il 36,7% ha tra i 25 e i 34 anni, il 19,1% ha tra i 45 e i 54 anni, il 16,8% ha tra i 55 e i 64 anni mentre gli over 65 rappresentano il 5,4% – riporta l’Agenzia Agimeg.

La ricerca evidenzia che non esiste una motivazione prevalente che spinge i giocatori verso il mercato illegale, ma piuttosto una molteplicità di fattori che, messi insieme, spiegano la scelta. Tra le ragioni più citate emergono la facilità di gioco, la percezione di vincite più elevate, la rapidità nei pagamenti e l’assenza di tassazione. Non mancano però motivazioni legate all’esperienza utente, come la presenza di una grafica accattivante, la disponibilità di giochi ritenuti più interessanti e il divertimento percepito.
Il quadro che ne emerge conferma che l’offerta illegale attrae per diversi elementi, economici, pratici e di intrattenimento, piuttosto che per un singolo fattore determinante.

Spesso sono i giocatori vulnerabili a rivolgersi a piattaforme illegali, sono il 26,2% del totale. Inoltre, la ricerca ha mostrato come giocatori legali e illegali spendono la medesima quota del proprio reddito per il gioco e che non esiste una motivazione predominante che lasci preferire il gioco non autorizzato a quello legale.

sm/AGIMEG

