Lituania: in Commissione Europea progetto di legge sui requisiti delle piattaforme di gioco online. Fine stand still il 19 marzo 2026

La Lituania ha presentato in Commissione Europea un progetto di legge che modifica l’ordinanza del Direttore del Servizio di vigilanza sul gioco presso il Ministero delle Finanze “Sull’approvazione dei requisiti per le piattaforme di gioco online“. Il periodo di stand still terminerà il prossimo 19 marzo 2026.

Il contenuto della norma

Il metodo di trasmissione dei dati delle piattaforme di gioco online delle società organizzatrici di giochi verso il Sistema informativo di controllo degli apparecchi viene modificato, stabilendo che i dati devono essere forniti tramite il protocollo sicuro SSH File Transfer Protocol (SFTP).

I requisiti per le piattaforme di gioco a distanza si applicano alle società che possiedono licenze e autorizzazioni per organizzare giochi, che conferiscono il diritto di svolgere attività di gioco nella Repubblica di Lituania.

Le motivazioni alla base del provvedimento

Il progetto di modifica dei requisiti per le piattaforme di gioco online è stato predisposto per cambiare il metodo di trasmissione dei dati dalle piattaforme di gioco delle società organizzatrici di giochi verso il Sistema informativo di controllo degli apparecchi automatici.

Questa trasmissione dei dati viene stabilita tenendo conto delle quantità di dati da trasmettere e del fatto che l’Ufficio di vigilanza sulle scommesse svolgerà le proprie funzioni relative alla gestione, conservazione e analisi dei dati ricevuti nel Sistema informativo di controllo degli apparecchi automatici all’interno dell’ambiente della piattaforma di gestione dei dati statale, gestita dall’Agenzia statale per la gestione dei dati.

La procedura di notifica in Commissione Europea

La direttiva UE 2015/1535 stabilisce che gli Stati membri devono notificare alla Commissione ogni progetto di regolamentazione tecnica prima di adottarlo. Dopo la notifica, si applica un periodo di tre mesi di “status quo” durante il quale lo Stato non può attuare la regolamentazione, consentendo alla Commissione e agli altri Stati di esaminare e commentare il testo. Se si evidenziano ostacoli alla libera circolazione di merci o servizi, la Commissione e gli altri Stati possono emettere pareri circostanziati, prorogando il periodo di status quo di altri tre mesi (per i prodotti) o un mese (per i servizi). Lo Stato notificante deve quindi rispondere spiegando eventuali interventi. La procedura prevede anche la possibilità di commenti su progetti apparentemente conformi, e la Commissione può bloccare i progetti per 12-18 mesi se sono in corso attività di armonizzazione UE. Al termine, gli Stati devono comunicare i testi finali o eventuali abbandoni, e notificare nuovamente i progetti con modifiche sostanziali. La direttiva include anche una procedura d’urgenza, che permette l’adozione immediata di regolamentazioni in casi di grave e imprevedibile tutela della salute. cdn/AGIMEG