Lettera al Premier Conte: AGCOM interviene per bloccare pubblicità vietate di un’attività lecita come il gioco d’azzardo e non può intervenire per bloccare pubblicità di attività illecite

“Di recente, è stata attribuita all’AGCOM la competenza sul divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, pratica che – diversamente dalla maternità surrogata – è regolamentata e lecita, ma di cui è vietata la promozione. Dunque, l’AGCOM interviene per bloccare le pubblicità vietate di un’attività lecita (gioco d’azzardo) e non può intervenire per bloccare le pubblicità vietate di un’attività illecita (utero in affitto)?”. E’ il testo di una richiesta rivolta al Premier Giuseppe Conte. “Se ne dovrebbero occupare le procure – osservano gli scriventi De Palo e Gambino – che però tacciono. Anche perché non sempre possiedono gli strumenti tecnici e tecnologici idonei (l’AGCOM si avvale dell’attività ispettiva sul web della polizia postale delle comunicazioni e del nucleo speciale della Guardia di Finanza). Ci sembra paradossale – rimarcano – che si ritenga ‘incompetente’ in materia l’Autorità che vigila sulle comunicazioni e si occupa di pubblicità di gioco d’azzardo e di copyright, come pure di comunicazioni informative sanitarie (legge n. 145/2018: fonte normativa che – senza neanche troppi sforzi interpretativi – avrebbe da sola consentito all’AGCOM di ampliare la sua vigilanza rispetto alle comunicazioni sulle pratiche di utero in affitto, inquadrabili nella fattispecie delle ‘comunicazioni sanitarie’)”. La conclusione: “Non è ancora tardi. Prima che intervengano altre autorità (le procure in primis, forse il Giurì per l’autodisciplina pubblicitaria – che però è un organismo privatistico – o ancora l’Antitrust, sotto il profilo della violazione della concorrenza), riterremmo più corretto che fosse l’Autorità preposta a garantire i diritti nelle comunicazioni e in Internet a fare i passi previsti dalla legge. Nel frattempo, sul web restano disponibili comunicazioni pubblicitarie di reati, peraltro perpetrati a danno dei soggetti più vulnerabili della società”. lp/AGIMEG