L’ippodromo di Capannelle si trova costretto a fermarsi, con le corse previste dal 27 marzo che saranno temporaneamente assegnate ad altri impianti ippici. Questa decisione rappresenta un duro colpo per il settore dell’ippica romana, che in più di quattro anni di amministrazione Gualtieri avrebbe potuto e dovuto intervenire per salvaguardare un patrimonio impiantistico, gli operatori e le maestranze che hanno fatto la storia dell’ippica nazionale.
Le dichiarazioni di settore: delusione e richieste di intervento
Francesco Carpano, consigliere comunale FI, Paola Palmieri, presidente consulta sport Roma Capitale e Giovanni Cedrone, segretario FI Municipio VII hanno espresso forte delusione: “Registriamo la delusione di un intero settore. La gestione dell’ippodromo di Capannelle ha mostrato gravi criticità, tra cui la mancata tutela del patrimonio e l’incapacità di pianificare un futuro sostenibile.”
“Zetema gestirà l’impianto, ma i lavori di ripristino del centro di allenamento, delle piste da corsa, della sala regia e dei servizi primari richiederanno diversi mesi. La riapertura è prevista per settembre, un intervallo di tempo che evidenzia le criticità gestionali”, hanno aggiunto.
Infine: “Abbiamo riscontrato gravi criticità per la gestione dei cavalli e il mancato svuotamento dei letamai, segno di una scarsa attenzione alle condizioni di tutela e sicurezza dell’impianto.”
Richiesta di una gestione più trasparente e efficace
Il settore ippico romano chiede azioni concrete per evitare ulteriori passi falsi. “Il Comune di Roma deve istituire una commissione tecnica aperta agli operatori dell’impianto, per monitorare l’iter amministrativo e garantire un controllo trasparente nelle more dell’aggiudicazione del bando europeo, più volte annunciata ma ancora non realizzata,” concludono.
Le prossime settimane saranno decisive per definire il futuro dell’ippodromo di Capannelle, un patrimonio di grande valore per l’ippica italiana che necessita di interventi immediati e una gestione più efficace. cdn/AGIMEG

