Ippica: il Masaf rinvia cinque ippodromi in attesa di concessioni e verifiche

Il Dipartimento della Sovranità Alimentare e dell’Ippica – Direzione Generale per l’Ippica (Ufficio DIPP 4), con decreto firmato dal direttore generale Remo Chiodi, ha disposto il riconoscimento delle società di corse abilitate a organizzare riunioni ippiche negli ippodromi italiani per l’annualità 2026.

Il provvedimento, adottato per consentire la programmazione del calendario e l’attività organizzativa delle società, è arrivato dopo un’istruttoria su titoli di disponibilità degli impianti, requisiti societari, capacità tecnico-organizzative e parametri previsti dai regolamenti di settore.

Riconoscimenti per il 2026 e conferme transitorie

Nel decreto è stato chiarito che l’elenco delle società riconosciute può essere modificato in base a variazioni sopravvenute e che le società hanno l’obbligo di comunicare tempestivamente ogni cambiamento nel titolo di possesso dell’ippodromo.

Spicca inoltre il caso di Hippogroup Cesenate S.p.A., riconosciuta nelle more dell’avvio delle procedure per individuare l’assegnatario della gestione del Compendio Arcoveggio di Bologna: una soluzione ponte per garantire continuità al circuito.

L’elenco degli enti riconosciuti include società e impianti sia comunali sia privati, con attività di trotto, galoppo o entrambe. Tra i nomi indicati: Hippogroup Cesenate (Bologna/Cesena), Ippica di Capitanata (Castelluccio dei Sauri), Caroli Global Service (Corridonia), RTI Sanfelice (Firenze), Merano Galoppo (Merano), Società Modenese (Modena), New Agnano Arena & Races (Napoli), Nordest Ippodromi (Treviso/Trieste), Snaitech (Milano/Montecatini), Hippogroup Torinese (Vinovo), oltre ad altre realtà attive in diverse regioni.

Ippica ippodromo scommesse

Ippodromi sospesi: cinque casi rinviati a un decreto successivo

Il Ministero ha preso atto che, alla data del provvedimento, non ci sono ancora i presupposti per riconoscere (per l’intero 2026) le società di corse legate a cinque impianti, per ragioni diverse:

  • Roma Capannelle: in attesa dell’esito della procedura per l’assegnazione della gestione;
  • Livorno “F. Caprilli”: in attesa dell’esito della nuova procedura di affidamento dopo la decadenza dell’aggiudicazione precedente;
  • Varese “Le Bettole”: in attesa della costituzione della società di gestione prevista dagli atti di gara;
  • Sassari “Pinna”: in attesa della conclusione di un procedimento avviato per criticità/inadempimenti (con focus sull’efficienza e funzionalità delle piste);
  • Taranto “Paolo VI”: in attesa di un supplemento istruttorio per verificare la disponibilità dell’impianto alla società interessata, anche alla luce di una vendita immobiliare collegata a procedure esecutive.

Per tutti questi casi, il decreto ha previsto che l’eventuale riconoscimento avverrà con successivo provvedimento.

Poteri di controllo e possibili sospensioni

È stato inoltre previsto dal Masaf un profilo “di vigilanza rafforzata”: per le società già oggetto di criticità o irregolarità, in caso di nuove problematiche e in assenza di interventi immediati, il Ministero si riserva la possibilità di sospendere con effetto immediato l’attività di corse, oltre alla sospensione del riconoscimento e alle ulteriori misure contrattuali. sm/AGIMEG