L’ippica italiana torna sotto i riflettori della politica. A finire nel mirino è la gestione del comparto: fondi pubblici, scommesse e procedure di assegnazione.
I senatori del Movimento Cinque Stelle Croatti, Sabrina Licheri e Naturale hanno rivolto un’interrogazione con richiesta di risposta scritta ai Ministri dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e dell’economia e delle finanze.
Denunciano quello che definiscono un sistema poco trasparente, chiedendo risposte sui criteri adottati e sulle scelte che stanno incidendo sul futuro del settore ippico italiano.
L’interrogazione al Governo
L’interrogazione parlamentare, in particolare, denuncia gravi criticità nella gestione del settore ippico italiano, ritenuto un comparto di rilevante valore storico, culturale ed economico. Secondo i firmatari, le modalità di gestione avrebbero favorito alcuni operatori a discapito di altri, mettendo a rischio la sopravvivenza dell’intera filiera.
Il testo integrale
Premesso che:
- il trotto e il galoppo rappresentano una filiera del comparto agricolo nazionale di enorme valore culturale e storico;
- La gestione del settore presenta metodi illogici, a giudizio degli interroganti. Questi metodi avvantaggiano alcuni operatori a scapito di altri. Ciò causa la chiusura di numerose strutture e minaccia il futuro della filiera.
Considerato che:
- La detassazione delle scommesse ippiche a quota fissa è stata introdotta dalla legge di bilancio per il 2025. Ha provocato una contrazione delle entrate erariali di oltre 11 milioni di euro rispetto al 2024, avvantaggiando solo i concessionari.
- il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste non ha dato alcun riscontro formale a una proposta di riforma delle scommesse presentata il 24 gennaio 2025 da 24 rappresentanti del settore, violando palesemente i termini di risposta previsti dall’art. 328, comma 2, del codice penale;
- a fronte di uno stanziamento pubblico di 37.273.250 euro per il 2025, l’amministrazione ha distribuito i fondi tramite una nuova classificazione degli impianti priva di criteri predeterminati, violando gli obblighi di trasparenza, di cui al decreto legislativo n. 33 del 2013;
- la Direzione competente si è rifiutata di rivelare i calcoli di ripartizione dei fondi, ignorando tre recenti sentenze del TAR del primo semestre 2026, che accoglievano i ricorsi delle società per difetto di trasparenza.
Considerato inoltre che:
- la ripartizione ha generato sperequazioni inaccettabili, con differenze di contributo superiori al 35 per cento tra impianti con classificazione identica;
- dall’esame delle procedure per l’assegnazione dei fondi premiali emergono alcuni punti di attenzione che meriterebbero un opportuno approfondimento: 1) posizione delle società beneficiarie, stato di salute e regolarità amministrativa di alcune realtà risultate assegnatarie dei contributi; 2) verifiche di conformità, posizione di alcuni soggetti relativamente al rispetto dei requisiti previsti e al monitoraggio delle autorità preposte; 3) rapporti pendenti con gli enti pubblici, situazioni di contenzioso o pendenze economiche tra alcuni beneficiari e la pubblica amministrazione; 4) requisiti autorizzativi e di sicurezza, necessarie autorizzazioni e licenze d’esercizio previste dalla normativa per le strutture posizionate in graduatoria;
- a stagione 2026 inoltrata, nessun contratto è stato sottoscritto con le società di corse, bloccando i pagamenti per un intero semestre e causando disfunzioni senza precedenti;
- risultano, inoltre, sprechi per progetti promozionali falliti e spese dubbie per cene di gala istituzionali a Londra e Parigi.
Si chiede di sapere:
- se i Ministri in indirizzo intendano rendere pubblici i calcoli e le modalità di distribuzione dei fondi, ottemperando agli obblighi di trasparenza e ai giudicati del TAR Lazio;
- se intendano chiarire le motivazioni delle erogazioni a società in liquidazione, sottoposte a misure antimafia o prive di agibilità, ed eventualmente investire le competenti autorità in caso di rilevato uso illecito dei fondi;
- se si intenda disporre una verifica ispettiva interna sull’operato della Direzione competente per gli anni 2024, 2025 e 2026;
- se intendano adottare iniziative urgenti di competenza per evitare il tracollo finanziario dell’intera filiera ippica, nonché esercitare il potere di autotutela, ai sensi dell’art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990, annullando e revocando i fondi concessi alle società nelle gravi situazioni di irregolarità descritte;
- se si intenda segnalare all’Autorità nazionale anticorruzione la mancata pubblicazione preventiva dei criteri di riparto;
- se si intenda, infine, garantire la tempestiva sottoscrizione dei contratti della stagione corrente per evitare ulteriori danni da ritardo procedimentale. cdn/AGIMEG

