Home Attualità Ippica: contrasto alle corse clandestine di cavalli e scommesse illecite, alla Camera la relazione annuale della Commissione su illeciti ambientali. I dettagli

Ippica: contrasto alle corse clandestine di cavalli e scommesse illecite, alla Camera la relazione annuale della Commissione su illeciti ambientali. I dettagli

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Arriva alla Camera la relazione annuale sull’attività svolta, corrispondente al periodo temporale dal 1° dicembre 2024 al 31 dicembre 2025, della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari. Nel testo un focus anche sulle corse clandestine dei cavalli e scommesse illecite annesse.

Missione effettuate

5-6 settembre 2025: missione in Emilia-Romagna, a Cesena, per partecipare ai lavori del convegno “Legalità ed etica nel mondo dell’ippica: analisi e proposte”, nell’ambito del filone d’inchiesta sulle cosiddette zoomafie, nonché per lo svolgimento di ulteriori sopralluoghi nell’ambito del filone d’inchiesta relativo al ciclo dei rifiuti nella regione Emilia-Romagna e di visite conoscitive presso aziende leader del comparto agroalimentare nazionale, con riguardo al filone di indagine sulla produzione e contraffazione di prodotti agroalimentari e agroindustriali.

Attività convegnistica e seminari di studio

5 settembre 2025: organizzazione a Cesena del convegno “Legalità ed etica nel mondo dell’ippica: analisi e proposte”, con intervento da parte del presidente della Commissione, che ha illustrato i risultati emersi dall’inchiesta condotta con riguardo al fenomeno delle corse clandestine di cavalli, ponendo un particolare focus sull’obiettivo di promuovere e tutelare il circuito legale delle corse e delle manifestazioni sportive in tale ambito, quale ulteriore formula di contrasto avverso le attività criminali, le quali operano senza alcuna regolamentazione e a dispetto della tutela per gli animali e della salute pubblica.

Filone di approfondimento riguardante le attività illecite legate al fenomeno delle cosiddette “zoomafie”

Secondo quanto deliberato dall’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, nella riunione del 10 aprile 2024, la Commissione, in ottemperanza di quanto previsto dalla relativa legge istitutiva (L. n. 53 del 10 maggio 2023), che attribuisce alla medesima, al comma 1, lettera p), dell’articolo 1, la competenza ad “indagare sulle attività illecite legate al fenomeno delle cosiddette «zoomafie» e verificare la corretta applicazione del titolo IX-bis del libro secondo del codice penale”, relativo ai delitti contro gli animali, ha avviato, già nel corso della precedente annualità, uno specifico filone di approfondimento volto ad indagare l’eventuale sussistenza di pratiche criminose concernenti gli animali di affezione.

I relatori individuati sono l’onorevole Longi, per la maggioranza, e la senatrice Rando, per l’opposizione. Data la complessità e la varietà di tali pratiche criminose, si è ritenuto di analizzare separatamente tre particolari fenomeni illeciti: le corse clandestine di cavalli, il traffico di animali d’affezione e i combattimenti tra cani, tutti ad ogni modo connotati da condotte maltrattanti di animali e oggetto d’interesse da parte della criminalità organizzata.

Corse clandestine di cavalli, un approfondimento

Tra questi, il fenomeno criminale delle corse clandestine di cavalli è stato il primo oggetto di approfondita analisi da parte della Commissione. Più specificamente, la stessa ha avviato una intensa attività, istruttoria e di carattere investigativo, sui possibili fenomeni illeciti perpetrati in tale settore, quale contraltare alla regolamentazione e ai controlli esistenti all’interno dei circuiti legali dell’ippica, con riferimento, tra l’altro, alle scommesse, alla salute e al benessere degli equidi, nonché alla tutela e alla gestione dei cavalli da corsa “a fine carriera”.

Sono stati in particolare approfonditi, al riguardo, non soltanto il ruolo delle organizzazioni di tipo mafioso nell’organizzazione e nello sfruttamento (sia economico che a fini di controllo del territorio) delle corse clandestine di cavalli in contesti geografici precisi (in particolare, la zona di Catania), ma anche, in senso più ampio, il loro impatto sulla sicurezza pubblica e il benessere animale, i controlli effettuati dalle diverse autorità competenti, le possibili metodologie di prevenzione e contrasto al fenomeno.

Criminalità e benessere animale

In tal senso, fondamentale è stato il confronto con gli attori istituzionali coinvolti direttamente sul campo nella lotta alle corse clandestine, tra cui le Forze dell’ordine e le Procure della Repubblica, nonché i soggetti specializzati in campo veterinario, che hanno potuto illustrare alla Commissione, sia tramite documenti che in sede di audizione, le attività di rilievo, anche investigativo, condotte al riguardo, le manifestazioni più ricorrenti di tali pratiche criminali e le difficoltà quotidiane incontrate nella tutela della salute collettiva e del benessere degli animali, al fine di poter sviluppare proposte di intervento condivise, anche di carattere normativo.

Le risultanze di questa complessa attività istruttoria sono confluite in una prima relazione, approvata nella seduta del 16 luglio 2025 e successivamente comunicata alle Presidenze di Camera e Senato e pubblicata, dal titolo “Le zoomafie e le corse clandestine di cavalli: analisi, contrasto e proposte di intervento per la tutela del benessere animale e della legalità”, con relatrici l’onorevole Longi e la senatrice Rando (Doc. XXIII, n. 10), che costituisce un primo approfondimento sul tema, cui seguiranno quelli relativi al traffico, anche internazionale, di animali da affezione e ai combattimenti tra cani, per i quali è già in corso la relativa attività istruttoria.

Scommesse e corse clandestine di cavalli

Le corse clandestine di cavalli, un fenomeno radicato in Italia, soprattutto nel Sud, sono molto più di semplici infrazioni: rappresentano una palese manifestazione del potere criminale, una sfida aperta alle istituzioni democratiche e una grave minaccia per la sicurezza pubblica e il benessere degli animali.

L’inchiesta ha rivelato una percezione disomogenea della gravità di questo fenomeno tra le diverse istituzioni. Se da un lato la Polizia Giudiziaria e la Magistratura ne avvertono la serietà e l’allarme sociale, le amministrazioni locali, pur riconoscendo l’esistenza del problema, spesso non sembrano pienamente coinvolte nelle attività preventive o nella visione strategica di contrasto. Questo divario nella percezione e nell’azione si traduce in una limitata efficacia delle misure di contrasto, lasciando ampi spazi all’operato delle organizzazioni criminali.

Le indagini hanno mostrato come queste corse siano intrinsecamente legate alla criminalità organizzata, che le utilizza non solo per generare ingenti profitti tramite scommesse illegali, ma anche per affermare il proprio controllo sul territorio e ostentare la propria supremazia. La brutalità inflitta agli animali, costretti a gareggiare in condizioni disumane e spesso dopati, rivela una totale mancanza di rispetto per la vita e il benessere, aspetti che la recente Legge n. 82 del 6 giugno 2025 mira a rafforzare, inasprendo le pene per i reati di maltrattamento. Per un contrasto più efficace, è fondamentale un approccio integrato che agisca su più livelli: normativo, operativo e culturale.

Le proposte

Alla luce delle risultanze dell’inchiesta e della crescente consapevolezza della gravità del fenomeno, è possibile delineare le seguenti proposte, volte a rafforzare l’azione dello Stato e delle istituzioni.

Potenziamento del quadro normativo e inasprimento delle pene

riconoscimento dell’attività organizzata: è essenziale introdurre, all’interno dell’articolo 544- quinquies del Codice Penale, una fattispecie che qualifichi l’organizzazione di combattimenti e competizioni non autorizzate tra animali come “attività organizzata”, sul modello del reato di traffico illecito di rifiuti. Questo consentirebbe di applicare pene detentive superiori ai cinque anni, riflettendo la natura strutturata e lucrativa del fenomeno e permettendo l’utilizzo di strumenti investigativi più incisivi, come le intercettazioni telefoniche e ambientali, attualmente limitate dalla pena edittale. Tale modifica renderebbe il contrasto più efficace contro le organizzazioni criminali che operano in questo settore;

aumento della pena edittale: l’inasprimento della pena edittale per i delitti di cui all’articolo 544- quinquies c.p. a oltre cinque anni di reclusione è cruciale non solo per una maggiore deterrenza, ma anche per sbloccare l’applicazione di tecniche investigative speciali, come appunto le intercettazioni, indispensabili per penetrare la fitta rete di complicità e omertà che caratterizza questi contesti criminali;

armonizzazione con il Codice della strada: si propone una modifica al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo Codice della Strada), al fine di armonizzare le sanzioni per l’organizzazione non autorizzata di gare sportive con animali su strada con l’articolo 544- quinquies c.p. Questo eviterebbe conflitti normativi e assicurerebbe una punizione più severa per condotte che mettono in pericolo l’integrità fisica degli animali e la sicurezza pubblica.

Il contrasto alle corse clandestine di cavalli, essendo queste già riconosciute dalla giurisprudenza come rientranti nell’articolo 544- quinquies c.p., trarrebbe beneficio da una chiara corrispondenza tra la normativa amministrativa e quella penale; − nuova fattispecie per la diffusione di immagini illecite: è necessario introdurre una sanzione penale specifica, sotto forma di delitto, per chiunque, pur non partecipando all’evento criminoso come autore, diffonda in rete (attraverso strumenti informatici o telematici) immagini e video relativi ai reati del Titolo IX-bis c.p. e agli articoli 638 e 727 c.p. Questo contrasterebbe la “sub-cultura criminale” che si alimenta anche della spettacolarizzazione e dell’ostentazione di tali illeciti sui social media, rafforzando la percezione di impunità e il “prestigio criminale”.

Si potrebbe anche ipotizzare l’introduzione di un articolo 544-octies nel codice penale, che punirebbe con la reclusione da uno a tre anni e multe da 5.000 a 15.000 euro la diffusione di tali contenuti, prevedendo un aumento della pena se finalizzata all’istigazione o alla promozione di attività illecite, con confisca degli strumenti informatici utilizzati;

Strumenti investigativi e di prevenzione

agenti sotto copertura: per contrastare efficacemente i delitti di combattimento, corse clandestine e traffico di cuccioli, è fondamentale prevedere l’utilizzo di agenti sotto copertura, con un’apposita modifica normativa che includa queste fattispecie nell’ambito di applicazione dell’articolo 8 della legge 13 agosto 2010, n. 136. Questo consentirebbe alle forze dell’ordine di infiltrarsi e raccogliere prove in contesti criminali altrimenti inaccessibili;

banca dati interforze: l’istituzione di una banca dati nazionale interforze per la polizia giudiziaria, dedicata ai crimini contro gli animali, è cruciale per mappare il fenomeno, analizzare i flussi informativi e monitorare soggetti e contesti a rischio. Una tale banca dati, centralizzata e accessibile, permetterebbe una maggiore condivisione delle informazioni e un coordinamento più efficace delle indagini;

formazione specialistica interforze: l’istituzione di corsi di alta formazione per gli operatori di polizia giudiziaria, con un focus sui territori a maggiore incidenza criminale, è indispensabile. Questi corsi dovrebbero specializzare il personale nel riconoscere maltrattamenti, tecniche di doping, dinamiche criminali e l’uso dei social network da parte dei clan.

Misure amministrative e patrimoniali

prevenzione delle infiltrazioni criminali nel settore legale: È prioritario impedire la concessione di autorizzazioni per attività di gestione e raccolta scommesse (anche telematiche), attività inerenti all’ippica o alla gestione e al possesso di scuderie di cavalli, a coloro che risultano pregiudicati per reati a danno di animali, scommesse clandestine, gioco d’azzardo, associazione per delinquere o delitti previsti dalla normativa antimafia. Le autorizzazioni già concesse dovrebbero essere revocate in caso di successiva condanna per tali reati. Questo bloccherebbe un importante canale di riciclaggio e di legittimazione per i proventi illeciti, estendendo l’applicazione del Codice Antimafia;

ablazione delle strutture abusive: la demolizione immediata di stalle, maneggi e altre strutture abusive utilizzate per la detenzione e l’allenamento degli animali è una misura fondamentale per smantellare le infrastrutture logistiche dei gruppi criminali e interrompere la catena di maltrattamento. Questa azione dovrebbe essere affiancata da un piano per superare la carenza di strutture idonee ad accogliere gli animali sequestrati, che spesso vengono riaffidati agli stessi proprietari per mancanza di alternative. A tal proposito, la proposta di istituzione di un fondo triennale presso il MASAF per il mantenimento e la gestione dei cavalli sequestrati, e la creazione di un centro protetto di recupero a Catania o nelle zone limitrofe, rappresentano passi concreti in questa direzione.

Promozione della legalità e del benessere animale

riqualificazione sociale e culturale: Il fenomeno delle corse clandestine prospera in contesti di degrado socio-economico, dove la criminalità organizzata trova terreno fertile per reclutare manodopera e ottenere consenso sociale. È necessario avviare piani straordinari di intervento, come il “Progetto di riqualificazione del Quartiere di San Cristoforo (Catania)” ispirato al “Decreto Caivano”, che integrino misure di sicurezza, riqualificazione urbana, potenziamento dei servizi sociali, offerta formativa e opportunità lavorative legali. L’obiettivo è sottrarre il territorio al controllo criminale e promuovere una cultura della legalità e del rispetto degli animali.

Prevenzione e impegno coordinato

In sintesi – conclude il testo -, il contrasto alle corse clandestine di cavalli richiede un impegno coordinato e una visione strategica che vada oltre la mera repressione. È necessario agire sulla prevenzione, rafforzare gli strumenti investigativi, inasprire le pene, colpire le infrastrutture criminali e, soprattutto, investire nella riqualificazione sociale e culturale dei territori, per smantellare le radici profonde di un fenomeno che lede non solo la legalità, ma anche l’etica e il benessere degli animali. cdn/AGIMEG

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