Home Focus Ippica, come giocano gli italiani: il 63% preferisce il trotto al galoppo, raccolta da 320 milioni. Tutti i dati MST

Ippica, come giocano gli italiani: il 63% preferisce il trotto al galoppo, raccolta da 320 milioni. Tutti i dati MST

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Anche a gennaio il movimento di scommesse ippiche realizzato dai concessionari aderenti al circuito MST è stato più che interessante: 28,225 milioni con un incremento, rispetto al corrispondente mese dello scorso anno, ovvero il primo con le nuove norme sulla tassazione, pari a oltre il 28%. Di rilievo anche il payout, ormai stabilitosi costantemente attorno all’85-86%, ma è arrivato fino all’86,20%. Dati che nella loro complessità meritano attenzione, anche in considerazione dell’assenza dal programma di corse di alcuni ippodromi importanti, come vedremo in seguito, quello di Capannelle su tutti.

A gennaio però è possibile anche compiere un esercizio di analisi su quelli che sono stati i numeri globali della scommessa ippica in Italia in un anno che ha segnato comunque un’incoraggiante inversione di tendenza in termini di interesse e movimento. Tenuto conto che la fetta di mercato attribuibile al circuito MST è pari a circa il 60% del totale, è evidente come i numeri che ne scaturiscono ci forniscano uno “spaccato” piuttosto rappresentativo di quelli che sono gli interessi, il gradimento e la richiesta del pubblico che segue le scommesse sulle corse dei cavalli.

Raccolta da 320 milioni, trotto preferito

Il dato complessivo del 2025 parla di una raccolta nel circuito MST di 320 milioni con un incremento di circa il 10% rispetto al 2024, che è stato di circa 290 milioni. Il dato principale che emerge dall’analisi di questi numeri è che le scommesse effettuate in quest’ambito sono state per l’87% singole, ovvero su un solo evento, mentre per il restante 13% si è operato su scommesse multiple. Il divario si spiega anche con la penalizzazione provocata dall’ormai anacronistica regola del rimborso totale della scommessa in caso di annullamento anche di solo uno degli eventi che ne fanno parte.

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Lo scommettitore italiano predilige il trotto, perlomeno nei volumi, visto che il rapporto tra trotto e galoppo premia le redini lunghe con il 63% del totale delle somme giocate a fronte del 37% riservato al galoppo anche se va rimarcato come gli eventi della prima specialità siano comunque di numero ampiamente superiore.

L’interesse tra corse italiane e corse straniere è abbastanza similare. Prevalgono ovviamente le scommesse sulle corse italiane con il 54% a fronte del 46% movimentato dalle corse straniere che hanno spesso un grande appeal tecnico visto che riguardano gli eventi clou del programma internazionale. Nel panorama straniero è la Francia il paese più seguito con quasi il 15% del movimento complessivo: circa il doppio rispetto all’Inghilterra; leggermente più sotto le corse americane e poi via, via Sudafrica, Svezia e Irlanda.

Riguardo alla tipologia di scommesse a quota fissa il 54% del movimento si è concentrato sul vincente, mentre il 23,5% ha riguardato il piazzato. Accoppiata e Trio sono al 3,5%, a testimonianza che per le giocate di natura “esotica” si preferisca ancora il totalizzatore. Il 2025 è stato anche l’anno del debutto e del consolidamento di alcune nuove scommesse: tra queste la più seguita è il “testa a testa”.

Giornate e Ippodromi “top”

In assoluto la giornata di corse sulla quale si è scommesso di più sulle corse dei cavalli è stata quella del 4 maggio, ovvero il giorno in cui si è disputato il Gran Premio Lotteria di Agnano. In quella giornata erano programmati anche altri convegni, per il trotto Modena e Torino, per il galoppo Roma. Presso i concessionari del circuito di MST le giocate hanno toccato 1.676.233 euro, con una proiezione sul totale di circa 3 milioni di euro. Ovviamente il campo dove si è scommesso di più è stato quello di Agnano, con oltre 678mila euro, di cui 132.342 sulla finale del Lotteria.

In assoluto, però, l’ippodromo che durante l’anno che si è appena concluso ha raccolto il maggior volume di scommesse è quello di Roma Capannelle con oltre 24 milioni. Proprio a tale proposito preoccupano in chiave futura le notizie di attualità che riguardano l’ippodromo romano la cui presenza è fondamentale nel quadro generale della raccolta.

Da questi dati emerge la vivacità di un mercato che sta cercando di recuperare posizioni, anche grazie all’operato dei concessionari che vedono ancora prospettive di sviluppo per un tipo di scommessa comunque radicata nell’interesse collettivo e in grado di coinvolgere il grande pubblico. Gli investimenti e il lavoro stanno aiutando il settore ad uscire dalla crisi che ha caratterizzato la scommessa ippica negli ultimi venti anni, ma c’è ancora molto da fare. C’è assoluta necessità di prosecuzione dell’intervento di riforma.

Tra i provvedimenti auspicabili e sui quali si potrà lavorare ci sono: l’introduzione delle scommesse live, l’abbassamento a 1 euro della giocata minima ed un aggiornamento dei protocolli per un ampliamento concreto delle scommesse complementari con l’introduzione di nuove tipologie moderne e accattivanti. sm/AGIMEG

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