Da quasi 70 anni un punto riferimento del settore dei giochi senza vincite in denaro e tra le realtà imprenditoriali italiane più solide ed apprezzate anche dal mercato internazionale. Stiamo parlando del Gruppo Dalla Pria, azienda che opera nel settore della realizzazione, commercializzazione e noleggio di Video Games dal 1958 posizionandosi, sia per fatturati che per presenza sul territorio, ai primi posti nel settore. Il Gruppo è inoltre concessionario e importatore/distributore esclusivo di marchi internazionali, oltre che produttore diretto di alcuni apparecchi a grande diffusione.
Di questo successo, dello stato dell’arte del settore degli apparecchi senza vincite in denaro e di come si potrebbero superare tutti i problemi di questo mercato, ne ha parlato Claudio Dalla Pria, ceo del Gruppo, in una esclusiva intervista rilasciata ad Agimeg.
Lei è a capo di una holding importante
Sì siamo un gruppo che spazia su più settori dell’amusement. Abbiamo una DP Company che importa apparecchi per l’intrattenimento senza vincita in denaro, principalmente dalla Cina, ma anche da Canada, Spagna e Polonia. Questi apparecchi vengono certificati da enti certificatori in Italia e poi venduti ad altri operatori del settore.

Abbiamo anche DP Amusement, che gestisce sale giochi di proprietà. Attualmente possediamo dodici sale che vanno da Lignano a Riccione. Abbiamo iniziato circa sette o otto anni fa con le prime acquisizioni e siamo cresciuti acquisendo sale giochi.
Nella holding abbiamo una quota in una società che gestisce AWP, il cui socio di maggioranza è Codere. Siamo quindi attivi sia nel settore degli apparecchi di intrattenimento a vincita in denaro sia in quello senza vincita.
La nostra è un’azienda storica che da poco ha festeggiato i 70 anni di attività. È stata fondata da mio nonno Riccardo, che ha iniziato con i primi flipper, jukebox e calciobalilla.
A proposito di apparecchi senza vincita in denaro, quali sono le problematiche principali del settore e quali soluzioni si sente di suggerire?
Le problematiche principali riguardano le omologhe e una normativa troppo restrittiva per i prodotti che utilizziamo. Le omologhe servono a certificare che un apparecchio non sia un gioco d’azzardo. Credo sia necessario un maggiore allentamento delle restrizioni per omologare vari tipi di apparecchi che hanno successo nel mondo. Non abbiamo particolari problemi con le tempistiche, ma è la tipologia di apparecchi che vengono prodotti nel mondo a rendere difficile l’introduzione sul mercato.
Il problema della “ruota” ed il valore dei premi
Uno dei principali problemi riguarda l’uso della ruota, per la quale chiediamo da tempo la possibilità di omologarla. Inoltre, desideriamo giochi che non siano solo meccanici ma anche interattivi, con led e monitor. Un altro punto critico è l’adeguamento del valore del premio nelle macchine 7A, che è fermo a 20 euro massimo, un valore obsoleto che limita la competitività e l’attrattività delle macchine. Proporrei anche di aumentare il costo della partita da 1 a 2 euro.
In tal senso c’è stato recentemente un buon lavoro da parte delle associazioni, in particolare Sapar, nel rapporti con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il che fa ben sperare per ottenere i cambiamenti necessari in tempi relativamente brevi.
Anche quest’anno sarete tra le aziende protagonista all’Enada
Sì, avremo uno stand importante ad Enada. Presenteremo novità, tra cui un simulatore di moto a quattro schermi da 65 pollici che offre un’esperienza immersiva e coinvolgente. Presenteremo anche un simulatore di volo con caratteristiche simili. Questi giochi sono prodotti da Superwin, l’azienda che rappresentiamo in Italia. Inoltre, mostreremo il Mini World e le nuove macchine da basket, gli Street Hoop Pro, prodotti personalizzati per Sega e venduti sul mercato internazionale.
L’Enada è un’importante opportunità per noi perché ci permette di incontrare molti gestori del settore, in particolare quelli legati alle AWP e all’amusement. L’Enada, ottimamente organizzata dalla Fiera di Rimini e dalla Sapar, attira anche un pubblico di gestori classici, offrendo quindi una clientela diversificata. sb/AGIMEG









