Indonesia, smantellata rete di gioco illegale con basi in Cina e Cambogia: 22 arresti, milioni riciclati in criptovalute

La polizia indonesiana ha arrestato 22 persone legate a un’organizzazione che gestiva attività di gioco illegale online, con server situati in Cina e Cambogia. L’operazione è stata condotta il 13 giugno scorso con una serie di blitz coordinati nelle città di Tangerang, Bogor e Bekasi, secondo quanto riferito da ANTARA News.

Guadagni milionari e operazioni mascherate

Le piattaforme gestite dal gruppo, identificate con i nomi di Akasia899 e Tanjung899, promettevano vincite facili e sollecitavano gli utenti a depositare fondi. I principali indagati, tra cui un responsabile finanziario e alcuni addetti alla gestione dei server e al marketing, avrebbero ottenuto profitti stimati tra i 15 e i 20 miliardi di rupie (circa 850.000 – 1,1 milioni di euro) in meno di un anno.

Gli operatori assunti dal gruppo percepivano stipendi mensili tra i 7 e i 10 milioni di rupie (circa 400 – 570 euro).

SIM card e messaggi promozionali su WhatsApp

Secondo le autorità, il network utilizzava SIM card indonesiane per creare centinaia di account WhatsApp ogni giorno, impiegati per inviare messaggi pubblicitari a numerosi utenti. L’obiettivo era indirizzarli verso i portali e incentivare l’attività con false promesse di vincita.

Criptovalute per occultare i proventi

Le indagini hanno rivelato che i ricavi venivano convertiti in criptovaluta, simulando pagamenti per beni di consumo, in un’operazione di riciclaggio destinata a nascondere la reale provenienza dei fondi.

Durante i blitz, la polizia ha sequestrato un ingente quantitativo di materiale: 354 telefoni cellulari, 23 computer, 18 carte bancarie, 2.648 SIM card, un modem e un veicolo.

Gli arrestati sono accusati di diverse violazioni penali, comprese quelle relative a transazioni elettroniche e riciclaggio di denaro. Le pene previste includono multe fino a 1 miliardo di rupie (oltre 57.000 euro) e reclusione da sei a quindici anni.

Il direttore delle indagini della polizia criminale nazionale ha dichiarato: “Ogni giorno riuscivano a generare centinaia di numeri WhatsApp per raggiungere più utenti possibile e indurli a giocare”, spiegando il sistema alla base dell’espansione digitale del network. ng/AGIMEG