In India l’approvazione della legge che vieta ogni forma di gioco online a pagamento ha avuto un immediato impatto occupazionale. Mobile Premier League (MPL), uno dei principali operatori del settore, ha annunciato il licenziamento di 300 dipendenti, pari a circa il 60% del personale impiegato a livello locale.
Secondo le prime stime, la nuova normativa potrebbe provocare fino a 200mila perdite di posti di lavoro nell’industria tecnologica nei prossimi mesi. I tagli di MPL rappresentano uno dei primi segnali concreti di una riduzione su larga scala.
Le aree colpite e l’attività sospesa
I licenziamenti riguarderanno in particolare i reparti di legale, finanza, marketing, operations ed ingegneria. La piattaforma e l’app della società, fondata nel 2018, hanno sospeso l’accettazione di depositi per rispettare la normativa, pur mantenendo giochi gratuiti.
Un colosso del settore in difficoltà
MPL, che negli anni aveva costruito un portafoglio di giochi di fantasia, puzzle, titoli casual e da tavolo, era considerata rivale diretta di Dream11. La società aveva siglato anche collaborazioni con la NBA e con la Pro Kabaddi League.
Dream11, a sua volta, ha dovuto rinunciare alla sponsorizzazione delle squadre nazionali di cricket indiane poco prima dell’Asia Cup. Per entrambe le società i giochi a pagamento rappresentavano la quota principale dei ricavi, circa il 50% per MPL e il 90% per Dream11.
Prime reazioni legali
Non tutti gli operatori hanno accettato il divieto. Head Digital Works, che gestisce A23 Rummy Online e A23 Poker Online, ha avviato un’azione legale contro la decisione del governo, aprendo la strada a un possibile contenzioso giudiziario. ng/AGIMEG

