L’India si è attivata concretamente in merito al controllo del gioco. Secondo il Ministero dell’Elettronica e dell’Informatica fino al 28 marzo 20026 il paese asiatico ha bloccato e preso provvedimenti nei confronti di 8.376 URL relative a scommesse e giochi online.
I numeri in merito ai blocchi
Stando a quanto dichiarato dal ministero, oltre 4.800 URL bloccati sono stati rimossi in seguito all’entrata in vigore della legge sul gioco online nel 2025. La disposizione ha vietato il gioco d’azzardo online con denaro reale ed è diventata un elemento fondamentale del lavoro del governo indiano volto a contrastare le scommesse e il gioco online.
Nella legge vengono menzionate alcuni cavilli che le piattaforme di scommesse online offshore devono tassativamente rispettare. Tra queste figurano l’IT Act del 2000 e l’IT Rules del 2021, che impongono agli intermediari di agire con diligenza e di non consentire la diffusione di contenuti illegali o dannosi.
Le altre leggi in materia di gioco
Quella sopracitata non è l’unica legge in merito a questa delicata tematica. Ad esempio la legge Bharatiya Nyaya Sanhita del 2023 condanna le scommesse e il gioco non autorizzati e prevede pene da 1 a 7 anni a cui si aggiunge anche una multa. Un’altra legge da tenere a mente relativa alla promozione e alla regolamentazione del gioco online è quella che vieta il gioco online con denaro reale oltre che transazioni finanziarie e pubblicità relative.
Ma non finisce qui. Completa il quadro delle disposizioni che costituiscono la base per l’azione del governo contro URL di scommesse e gioco online, la legge integrata sui beni e servizi (GST) del 2017. Di fatto impone un’aliquota GTS del 28% insieme al blocco dei siti di gioco non registrati o offshore da parte della Direzione generale dell’intelligence GST.
In generale il divieto di scommesse e gioco online in India si sta rivelando inefficace. Un’indagine condotta da CUTS International nella regione di Delhi nel dicembre 2025 ha evidenziato un aumento dell’utilizzo di questi strumenti. Si è passati dal 68,3% registrato prima del divieto all’82% appurato dopo l’introduzione della norma. Dall’indagine è emerso inoltre che gli utenti riescono ad aggirare le restrizioni con facilità. Ciò avviene tramite siti specchio o metodi di pagamento nazionali come UPI. In aumento anche le piattaforme offshore.
Una mercato quest’ultimo che si è attestato sui 20 miliardi di dollari e che ha portato via illegalmente dal paese oltre 4 miliardi dollari. Nonostante ciò l’India sta proseguendo la sua campagna, ma al momento le misure non si stanno rivelando efficaci così come ci si auspicava. ap/AGIMEG










