“Siamo arrivati ad una norma che ha dato alla Calabria una legge organica che è più restrittiva di molte altre regioni in Italia”. È quanto ha affermato, a proposito della legge per il contrasto al gioco patologico, Filippo Mancuso, vicepresidente della Giunta della Regione Calabria. Mancuso è intervenuto nel corso del convegno “In nome della legalità”, promosso da Codere Italia.
Regole e libertà
“Tutelare le persone vuol dire garantire loro l’esercizio della libertà e della democrazia, la legalità. Quindi significa anche imporre delle regole che tante volte potrebbero limitare quella libertà. Se abbiamo messo delle regole che nei locali si accede dalle 9 in poi, magari lo studente è portato a frequentare questi locali alle 8 prima delle scuole, quindi è una restrizione della libertà ma è un esercizio di legalità a tutela delle persone stesse. La risposta è anche nel titolo della legge regionale di cui mi sono occupato personalmente, quando nella passata legislatura ero Presidente del Consiglio Regionale: ‘Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno dell’illegalità, dell’economia responsabile e della trasparenza’”.
La situazione in Calabria
“La Calabria è stata una delle ultime regioni che ha recepito la normativa nazionale. La legge del 26 aprile 2018, numero 9, che è entrata in vigore il 1° gennaio 2023. L’applicazione di questa legge non è stata per nulla facile. Abbiamo cercato di mettere al tavolo tutti gli stakeholder e non è stato semplice perché abbiamo riunito i sindacati dei concessionari e chi esercita servizi sociali sul territorio per parlare di patologie legate ai giocatori. Si è interessata molto la Chiesa. Ho dialogato con il presidente della CEI Calabria, monsignor Morrone, col quale ho avuto un confronto molto franco e costruttivo”.
“Non bisogna dimenticare che in Calabria ci sono circa 5.000 addetti nel settore, quindi si era spinto per far sì che questa norma fosse anche retroattiva, nel senso che alla norma si dovevano adeguare anche gli esercizi esistenti. Onestamente ci è sembrato un po’ troppo e quindi abbiamo deciso di applicarla agli esercizi nuovi. Si è deciso, ovviamente di concerto con tutti gli interlocutori, di stabilire degli orari prefissati e quindi non si può giocare dalle 12.30 alle 14.30, che sarebbero gli orari coincidenti con le uscite delle scuole. E poi dalle 24 alle 9 di mattina”.
“Le distanze dai luoghi sensibili devono essere di 300 metri nei centri sotto i 5.000 abitanti e di 500 metri nelle città superiori ai 5.000 abitanti. Penso che siamo arrivati a una norma abbastanza giusta, in linea con le altre regioni. Certo, c’è ancora molto da fare, però la Regione penso che in questo caso abbia tirato fuori una norma abbastanza equa e in linea con tutto il resto del Paese”.
Mancuso: “Tutto è migliorabile, ma si sta facendo bene”
“Ci sono già delle regole abbastanza importanti. Per aprire un esercizio bisogna rivolgersi al comune di competenza e poi alla Questura. Così come anche i controlli sul territorio, grazie alle forze dell’ordine, alla Guardia di Finanza, ai Carabinieri, Polizia, penso che ci siano già. Quindi bisogna solo esercitarli. Ci sono procedure interrotte anche solo per 10-15 metri di distanza da luoghi sensibili, quindi penso che i controlli ci siano, la cooperazione e la collaborazione delle istituzioni già esistono. Certo, tutto è migliorabile, ma in questo caso si sta già facendo bene”. sm/AGIMEG










