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Imposta unica bookmaker non autorizzati: quasi 70 sentenze favorevoli alla linea di ADM

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Il pagamento dell’imposta unica da parte dei bookmaker non autorizzati resta al centro del contenzioso sulla base imponibile da utilizzare per il calcolo dell’imposta unica in caso di raccolta di scommesse non autorizzata. Dopo le ordinanze della Cassazione dello scorso aprile, i dati delle Corti di Giustizia Tributaria sembrano però confermare un orientamento favorevole ad ADM.

Il principio affermato dalla Cassazione

Nel mese di aprile, la Cassazione ha adottato due ordinanze gemelle in cui ha affermato il principio secondo cui “in tema di imposta unica sulle scommesse, il nuovo metodo di determinazione dell’imponibile e dell’imposta, introdotto dall’art. 1, comma 945, della l. n. 208 del 2015, si applica solo nei confronti di chi esercita un’attività di raccolta gestita in modo regolare e verificabile, mentre a coloro che non hanno regolarizzato la propria posizione continua ad applicarsi il metodo di calcolo forfetario introdotto dall’art. 1, comma 644, lett. g) della l. n. 190 del 2014 e successive modificazioni, dato che il mancato collegamento al totalizzatore nazionale impedisce una ricostruzione analitica dell’attività effettivamente svolta.

Il contribuente, tuttavia, può sempre fornire gli elementi ritenuti utili per dimostrare la tipologia e l’entità degli eventi oggetto di scommessa e solo se prova l’effettivo ammontare delle giocate in concreto effettuate, delle vincite pagate e, quindi, dei costi realmente sostenuti, risulta applicabile il regime ordinario di tassazione, previsto dall’art. 1, comma 945, della l. n. 208 del 2015, in luogo del metodo di accertamento fondato sulla determinazione forfetaria della base imponibile di cui all’art. 1, comma 644, lett. g) della l. n. 190 del 2014”.

Imposta unica bookmaker non autorizzati: il quadro del contenzioso

Questo principio sembrava aver definito una svolta nel contenzioso in atto da anni fra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e i bookmaker non autorizzati ma, in realtà, analizzando i dati delle sentenze di Corte di Giustizia Tributaria successive a tali ordinanze, la realtà sembra essere completamente diversa.

cassazionecassazione

Secondo i dati dei mesi di giugno, luglio e agosto 2026, in tema di applicabilità della tassazione sul margine, sono state emesse oltre 40 sentenze di primo grado favorevoli ad ADM e 27 sentenze favorevoli di secondo grado, contro le pochissime sentenze sfavorevoli, pari a 8, adottate dalle Corti di prime cure negli stessi mesi presi in esame.

Più precisamente, risultano emesse sei pronunce sfavorevoli nel mese di giugno, due nel mese di luglio e zero nel mese di agosto, a riprova, evidentemente, della robusta documentazione probatoria presentata da ADM, avverso la quale le controparti non sono riuscite a opporre le evidenze probatorie necessarie a dimostrare il contrario, nonostante l’apparente apertura della Corte di Cassazione. cdn/AGIMEG

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