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Ecuador, referendum nazionale sulla riapertura dei casinò nei cinque stelle

Il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa, ha reso noto che sarà indetto un referendum nazionale per decidere se consentire nuovamente l’apertura di casinò e sale da gioco all’interno di hotel a cinque stelle o in strutture prossime a tale categoria. Secondo la proposta, il 25% degli introiti verrebbe destinato a programmi di contrasto alla malnutrizione infantile e a iniziative di distribuzione di pasti scolastici.

Possibile calendario e quadro normativo

La consultazione potrebbe svolgersi a dicembre, ma l’iter prevede che il capo dello Stato firmi un decreto e presenti il testo del quesito alla Corte Costituzionale. Quest’ultima dovrà verificare il rispetto dei principi costituzionali, la chiarezza della domanda e l’assenza di violazioni di diritti fondamentali. In caso di via libera, il Consiglio Nazionale Elettorale potrà convocare ufficialmente il voto.

Potenziale bacino di strutture coinvolte

In caso di esito favorevole, l’attività sarebbe limitata agli hotel di fascia alta. Secondo i dati di registri internazionali, in Ecuador se ne contano 134. A Quito ne risultano 16, tra cui Hotel Plaza Grande, Arashá Spa, Casa Gangotena e Mashpi Lodge. Seguono Guayaquil con nove, Cuenca con otto, Manta e Loja con cinque ciascuna. Altre località come Tababela, Puerto Ayora e Puembo ne contano quattro, mentre nella provincia di Manabí se ne registrano sei e in Imbabura tre. Le zone andine ospitano una ventina di strutture di pari livello, e l’isola di Santa Cruz nelle Galápagos ne ha quattro, tra cui Angermeyer Waterfront Inn e Red Mangrove.

Il tema è già stato al centro del confronto politico: a inizio 2024 lo stesso Noboa aveva ipotizzato una consultazione simile, poi rinviata dopo critiche legate a rischi di riciclaggio e infiltrazioni criminali. I sostenitori della riapertura parlano di benefici per il turismo, nuove entrate fiscali e occupazione, mentre i contrari avvertono delle possibili conseguenze sociali e delle attività illegali connesse.

Se approvato, il referendum sancirebbe il ritorno dei casinò dopo oltre dieci anni di divieto, in un formato circoscritto agli hotel di lusso. Si attende dunque che prossimi mesi il dibattito politico e l’opinione pubblica determinino l’esito della proposta.

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