Nel corso della VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, in programma il 7 e 8 novembre 2025 al Centro Congressi “Auditorium della Tecnica” di Roma, è intervenuto il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, che ha portato il saluto dell’Assemblea e sottolineato la necessità di un’azione condivisa per contrastare le dipendenze, con particolare attenzione ai giovani e alle fragilità sociali.
“Mi sono occupato di questa tematica negli anni scorsi e so quanto sia complessa e difficile. Porto il saluto della Camera dei Deputati in occasione di questa importante giornata di confronto. Sul fenomeno delle dipendenze, i dati contenuti nell’ultima relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze delineano un quadro allarmante, che configura una vera e propria emergenza sociale e sanitaria.
A pagare il prezzo più alto sono i nostri giovani, sempre più esposti all’abuso di alcol e droghe. La facile reperibilità delle sostanze e la scarsa percezione del pericolo aggravano il fenomeno. Oltre a causare gravi conseguenze per la salute, questi comportamenti minacciano l’incolumità individuale e collettiva, perché possono generare atteggiamenti aggressivi e violenti.
Non sono però solo l’alcol e la droga a destare preoccupazione. Penso, ad esempio, alla ludopatia e all’uso patologico dei social media e dei dispositivi elettronici, che finiscono per sostituire le relazioni autentiche con connessioni virtuali. Sono problemi che riguardano tutte le età, ma colpiscono in particolare i giovani, spesso i più indifesi, perché non sempre riescono a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, il bene dal male.
Il nostro compito è mantenere alto l’impegno su una situazione che resta inaccettabile. Accanto alle esigenze di cura e assistenza, non vanno trascurati gli effetti sulla vita quotidiana: povertà, isolamento, perdita di opportunità lavorative e relazionali.
Per vincere questa battaglia è necessario agire sull’educazione e sull’ascolto, promuovendo in ogni ambito una cultura della consapevolezza e della responsabilità. Dietro ogni dipendenza si nasconde una forma di disagio e di malessere che va compresa e accompagnata con percorsi di recupero adeguati.
Serve uno sforzo congiunto tra istituzioni, famiglie, scuole, servizi sanitari e società civile per rafforzare gli interventi di prevenzione e di sostegno”.
L’esperienza personale
“Vorrei fare un riferimento a un’esperienza personale, che rappresenta per me una motivazione profonda in questa battaglia.
Da ragazzo avevo un amico, più giovane di me, che non aveva problemi di dipendenza, ma suo padre sì. Ricordo che a volte il padre, che si chiamava Andrea, spariva per mesi perché si trovava in carcere. Aveva un lavoro precario e la sua dipendenza gli aveva causato una malattia grave, che poi si è trasmessa anche al figlio.
Quel bambino non aveva alcuna responsabilità: non con la dipendenza, non con l’illegalità, non con il carcere. Eppure l’ho perso quando aveva solo dieci anni. Questa battaglia va condotta anche per tutte quelle persone che non hanno colpe, che magari oggi sarebbero con noi a combattere la stessa sfida e che non hanno potuto avere un futuro.
La nostra deve essere una battaglia per un futuro di libertà, per tutti quegli Andrea che non hanno potuto vivere la vita che sarebbe stata giusto avessero”. ng/AGIMEG

