Myanmar, maxi-operazione militare contro il centro online di Shwe Kokko: quasi 350 arresti nel polo internazionale delle truffe e del gioco illegale

Le forze armate del Myanmar hanno effettuato un’ampia operazione nel complesso di Shwe Kokko, zona di confine con la Thailandia nota per ospitare strutture dedicate a truffe online e attività di gioco non autorizzate. Il raid avrebbe portato all’arresto di 346 cittadini stranieri e al sequestro di quasi 10.000 telefoni, ritenuti strumenti utilizzati per le attività illegali.

L’origine del centro e il ruolo di She Zhijiang

Shwe Kokko è legata alla società Yatai, riconducibile all’imprenditore She Zhijiang, arrestato in Thailandia nel 2022 ed estradato di recente in Cina, dove è accusato di frode e di operazioni legate al gioco online. Le autorità statunitensi avevano descritto l’area come un insediamento costruito per ospitare attività criminali internazionali, tra cui traffico di droga, sfruttamento sessuale e ingegnerie di truffa su larga scala.

Un settore fiorito nelle zone di confine

Secondo diverse analisi, le cosiddette “scam city” sono proliferate lungo il confine thailandese durante il periodo successivo al colpo di stato del 2021, favorito dal controllo frammentato del territorio. Gran parte delle strutture è gestita da reti criminali cinesi in collaborazione con milizie locali. Osservatori internazionali ritengono che la giunta militare abbia tollerato queste attività in cambio del controllo delle aree di frontiera.

La pressione di Pechino

La Cina, considerata un alleato chiave del governo di Naypyidaw, avrebbe intensificato le pressioni per la chiusura dei complessi riconducibili alle truffe. Il raid su Shwe Kokko si inserisce in un ciclo di interventi avviati nei mesi precedenti e ampiamente pubblicizzati dalle autorità militari.

Dopo la pandemia, le zone di confine tra Myanmar, Thailandia, Laos e Cambogia sono diventate poli di frodi online. Le Nazioni Unite hanno stimato che questi hub abbiano generato miliardi di dollari grazie allo sfruttamento di migliaia di persone costrette a lavorare all’interno dei centri illegali.

Precedenti e altre operazioni

Ad ottobre, le forze del Myanmar avevano fermato oltre 2.000 persone in un altro grande complesso, KK Park, situato sempre lungo il confine thailandese. Nel mese precedente, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva imposto sanzioni a più di venti società e individui in Cambogia e in Myanmar per presunta partecipazione a reti di truffe digitali. ng/AGIMEG