In Brasile, il governo del presidente Luiz Inácio Lula da Silva prepara un nuovo intervento fiscale che potrebbe colpire anche il settore delle scommesse online. L’esecutivo intende aumentare le imposte sui redditi più alti e sugli operatori di gioco, inserendo la misura all’interno di un più ampio piano di riforme economiche.
L’iniziativa ha guadagnato nuovo slancio dopo la nomina di Guilherme Boulos a ministro della Segreteria Generale della Presidenza. Durante il suo insediamento a Brasilia, il neo ministro ha ribadito che le riforme fiscali in corso “non saranno temporanee” e che il governo è deciso a farle valere.
Un piano che divide la politica brasiliana
Nel suo primo discorso ufficiale, Boulos ha difeso le proposte economiche del governo e criticato l’opposizione per i tentativi di bloccarle. Ha invitato i parlamentari a sostenere la tassazione dei billionari e delle piattaforme di scommesse, accusando chi si oppone al piano di “difendere gli interessi del sistema”.
Le sue dichiarazioni hanno riportato l’attenzione su una delle parti più controverse del progetto fiscale di Lula: l’aumento dell’imposta sul Gross Gaming Revenue (GGR), la tassa sulle entrate lorde applicata agli operatori di scommesse sportive e gioco online.
Un aumento che può toccare il 40% complessivo
Oggi gli operatori autorizzati in Brasile pagano un’imposta GGR del 12%, oltre ad altre tasse aziendali come IRPJ, CSLL e PIS/COFINS. Secondo le associazioni di categoria, l’aliquota effettiva complessiva supera già il 25%, ma la nuova proposta potrebbe portarla vicino al 40%.
Per il governo, la misura servirebbe ad aumentare le entrate fiscali e a contrastare il gioco non regolamentato. Tuttavia, le aziende del settore avvertono che una tassazione eccessiva potrebbe ottenere l’effetto opposto, spingendo i giocatori verso piattaforme non autorizzate, che già rappresentano circa la metà del mercato online.
Il rischio di espansione del mercato illegale
Gli operatori temono che l’aumento delle imposte possa rendere non sostenibile l’attività dei concessionari regolari, lasciando spazio alle piattaforme senza licenza. Queste ultime operano al di fuori del sistema fiscale e non rispettano le norme di gioco responsabile, sicurezza e antiriciclaggio, con conseguenze dirette sia per lo Stato sia per i consumatori.
Secondo gli esperti, una crescita del mercato parallelo ridurrebbe le entrate pubbliche e comprometterebbe gli obiettivi di tutela dei giocatori.
Il futuro del mercato iGaming in Brasile
Il dibattito sulle nuove tasse sulle scommesse rappresenta un crocevia per il futuro del settore del gioco online in Brasile. Il governo è chiamato a scegliere se privilegiare un aumento immediato del gettito fiscale o sostenere un mercato competitivo e regolato in grado di trattenere i giocatori nel circuito legale.
Con la spinta riformista di Boulos e la volontà del presidente Lula di rafforzare le entrate pubbliche, la decisione che sarà presa nei prossimi mesi definirà la direzione dell’intero comparto del gioco nel Paese sudamericano. ng/AGIMEG









