Al panel sul tema “Il nuovo punto vendita del gaming dopo il riordino: tra innovazione, digitalizzazione e sostenibilità”, in corso di svolgimento a IGE 2026, è intervenuto tra gli altri Antonio Giuliani, responsabile ADM per le scommesse.
“Se devo giudicare la normativa attuale, che prevede una concessione per l’online con un’unica appendice sul territorio, con i PVR peraltro limitati nell’operatività, e dall’altro lato le prospettive della nuova concessione scommesse, che è in discussione all’interno al riordino del gioco fisico, dovrei dire che non vedo prospettive per un’ipotesi di punto gioco multichannel”.
“Ma tutti sappiamo che l’interazione tra fisico e online dovrebbe essere il futuro. E dico “dovrebbe” perché va accompagnata da una normativa. L’ipotesi che si possa arrivare, non so quando, a una concessione che consenta di fare raccolta, soprattutto di scommesse, la più indicata per la multicanalità, per la quale il negozio sia non solo una vetrina per l’online ma che metta insieme le caratteristiche delle due concessioni: fisica e digitale”.
“L’ipotesi di una normativa del genere sarebbe un beneficio per il mercato perché aumenterebbero i servizi per il giocatore e anche la sua tutela. Adesso si parla di gioco responsabile solo per il gioco online; ma si continua a giocare nelle sale. Dove il gioco responsabile lo fa il personale”.
“Le concessioni dell’online sono del 2026. Possiamo auspicare che le concessioni del fisico vengano sbloccate nel 2027 (se tutto va bene). Immaginiamo ora di essere nel 2035 o nel 2037, quando queste concessioni scadranno. E la divisione tra fisico e online sarà antistorica già da anni. Spesso, se non sempre, è il mercato che anticipa la normativa e il legislatore”.
“Quindi, parlarne è uno stimolo perché non si parla solo di aumento della raccolta ma anche di quei miglioramenti sulla sicurezza del giocatore e della sicurezza che può portare al giocatore l’integrazione tra fisico e online. Alcuni aspetti del primo sono migliori di quello che si trova nel secondo ma anche il contrario”.
Il superamento del gioco anonimo
“Il mio è un auspicio che forse non può servire a molto ma da qui a breve (spero) potrebbe portare a discutere di aspetti reali. Ma se la tecnologia ci consente così tanti vantaggi, una volta che forniamo i dati necessari sui giocatori, cosa aspettiamo? L’integrazione futura non può non tenere conto di una realtà che vede i giocatori poco propensi a fornire i propri dati”.
“L’unico esempio avuto finora su una supposta disponibilità del giocatore è stata la tessera sanitaria. Che nel momento della sua introduzione ha portato a un calo del 32% dei giocatori. È successo quando è scoppiato il covid e non possiamo valutare tutto quello che è successo in quel momento. Ma dalle sale ci dicevano che i giocatori temevano di essere identificati inserendo quella tessera nella macchina”.
“Dobbiamo sicuramente arrivare a una normativa che non ingabbi la possibilità di adeguarsi all’innovazione che corre velocissima. Ma dobbiamo puntare al superamento di un gioco anonimo. Perché sottovalutiamo il fenomeno di chi non gioca e percepisce negativamente chi gioca. E a questo contribuisce anche tutto ciò che avviene nell’ombra”.
“Se riusciamo, anche grazie a queste novità come la tracciabilità certa di tutti i flussi di pagamento, a superare questa percezione negativa del gioco, il futuro sarà roseo non solo dal punto di vista commerciale ma anche per la percezione di questa attività che si chiama gioco e deve rimanere un gioco”. gm/AGIMEG










