Confrontare periodi storici diversi produce letture distorte: “Continuiamo a fare degli errori nel momento in cui compariamo due epoche totalmente diverse”, ha sottolineato nel suo intervento al convegno I-Com, il presidente STS Emilio Zamparelli.
Zamparelli ha ricordato che nel 2004 “non c’erano gli apparecchi o comunque stavano nascendo”, e che le scommesse “ancora non erano diffuse”, con “appena pochi punti”. Parlare oggi di aumento della spesa o della raccolta è corretto numericamente, ha osservato, “ma se andiamo a fare l’analisi ci rendiamo conto che stiamo comparando due mondi profondamente diversi”.
Il confronto europeo: “In Italia sistema più regolato, altrove mercati restrittivi o monopolistici”
Un’altra riflessione ha riguardato la comparazione con gli altri Paesi europei. Zamparelli ha ricordato che in Italia la spesa è più alta, ma che il Paese “ha uno dei sistemi più efficienti da un punto di vista di regolamentazione”.
Ha spiegato che il sistema italiano, grazie alla presenza di un ente regolatore forte, “favorisce il sistema legale rispetto all’illegale”. Al contrario, mercati come quello francese, “monopolista, con un unico operatore legale”, o quello tedesco, “profondamente restrittivo”, presentano limiti strutturali che incidono sulla diffusione dell’offerta legale.
Pur riconoscendo che anche in Italia il mercato illegale è “ancora fiorente”, Zamparelli ha ribadito che il nostro Paese “probabilmente ne risente di meno” rispetto ad altri contesti europei.
“Dati letti senza analisi portano fuori strada”
l presidente STS ha avvertito che una lettura superficiale dei dati sul settore del gioco può risultare fuorviante. I dati “vengono letti senza un’analisi” e “sono dati fuorvianti che ci portano fuori strada”.
Ha quindi richiamato l’attenzione su un altro elemento: il 94% delle entrate erariali derivanti dal gioco, arrivano dal settore fisico, una voce che però “diminuisce”. È un segnale preoccupante, ha detto, soprattutto in un mercato “che vede crescere la raccolta”.
Fiscalità: “Fisico penalizzato rispetto all’online”
Zamparelli ha poi affrontato il tema della fiscalità, definendola un punto essenziale nel percorso del riordino. Ha sottolineato “una profonda differenza tra la fiscalità dell’online e la fiscalità del fisico”, evidenziando che i prodotti fisici risentono di “un payout eccessivamente basso rispetto all’online”.
Questa condizione, ha spiegato, rischia di compromettere il futuro dei prodotti fisici, indipendentemente dal riordino. Per il presidente STS, insieme al riordino “va ripensata la fiscalità” e allo stesso tempo “va riservata attenzione ai prodotti”, che devono essere più innovativi e con payout più elevati.
Giocatori: fisico ancora centrale, ma poco rappresentato dai numeri
Zamparelli ha commentato anche i dati sulla platea dei giocatori. Il riferimento a “due giocatori su cinque” che preferiscono il fisico è corretto numericamente, ma non rispecchia la realtà sociale del gioco.
Secondo il presidente STS, la platea reale del fisico è più ampia, composta anche dal giocatore sociale “che gioca un euro, la famosa schedina del Superenalotto o il biglietto della lotteria ogni anno”.
Ha inoltre evidenziato che il numero dei giocatori che hanno aperto un conto e lo utilizzano frequentemente “è sicuramente maggiore” rispetto ai giocatori che si riferiscono al fisico, che però “rimane, nonostante tutto, un punto di riferimento”.
“Il riordino non può ripartire da distanziometri e fasce orarie”
In conclusione, Zamparelli ha affermato che il riordino deve partire “da non facili compromessi”: se si ripartisse da strumenti già rivelatisi inefficaci, “distanziometri e fasce orarie”, il riordino “non garantirà il settore e non garantirà il giocatore”. sb/AGIMEG









