Home In Evidenza I-Com, Perla (Sapar): “Serve una fiscalità sostenibile e il riconoscimento del ruolo dei gestori. Il comparto Awp rischia il collasso”

I-Com, Perla (Sapar): “Serve una fiscalità sostenibile e il riconoscimento del ruolo dei gestori. Il comparto Awp rischia il collasso”

Patrizio PERLA, Vicepresidente vicario SAPARPatrizio PERLA, Vicepresidente vicario SAPAR

Nel suo intervento al convegno organizzato da I-Com, powered by Brightstar, sulle prospettive del settore dei giochi, Patrizio Perla, vicepresidente vicario Sapar, ha evidenziato la fase particolarmente delicata per il comparto alla vigilia della Legge di Bilancio.

“E’ un momento particolarmente delicato per il settore del gioco pubblico in Italia, alla vigilia di una Legge di Bilancio che, ancora una volta, potrebbe incidere in maniera significativa sull’assetto economico e normativo delle nostre imprese”, ha dichiarato.

Perla ha ricordato che Sapar rappresenta da oltre 60 anni la filiera degli apparecchi da intrattenimento, “non solo per tutelare le oltre 1.300 imprese associate e i 75.000 lavoratori della filiera, ma anche per ribadire l’importanza di un presidio legale capillare, che agisce ogni giorno sul territorio a fianco dello Stato”.

Le criticità della filiera: payout, Preu e riduzione delle macchine

Il vicepresidente Sapar ha descritto uno scenario caratterizzato da una “progressiva contrazione del comparto AWP“, elencando gli interventi normativi che hanno inciso sulla sostenibilità delle imprese: “Abbiamo registrato una diminuzione del payout, sceso dal 75% al 65%, che ha reso il prodotto meno attrattivo”. “È stato imposto un Preu crescente, che oggi grava su base imponibile lorda, e non sul margine effettivo delle imprese” ed “è stata imposta una riduzione forzata del parco macchine del 30% (effettivo: oltre il 35%) i cui effetti diretti sono ricaduti sulle nostre imprese”.

Nonostante ciò, ha ricordato Perla, “ancora oggi le nostre imprese continuano a rappresentare la prima voce di contribuzione fiscale dell’intero comparto del gioco fisico, con il 36% del gettito totale, pur generando una raccolta di gioco pari al 10% rispetto ad altre tipologie di gioco”.

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Fiscalità: “Serve una misura ponte immediata”

Perla ha definito “centrale” il nodo fiscale, sottolineando che oggi “la tassazione è scollegata dalla reale capacità contributiva” e che il Preu “viene applicato sulle somme giocate, non su quanto rimane all’impresa”.

Il comparto Awp, ha ricordato, “ha visto ridurre il gettito assicurato allo Stato in maniera molto sensibile”, con una diminuzione “pari a -1,4 miliardi tra il 2019 e il 2024”.

Da qui la proposta di Sapar per la prossima Manovra: “Venga introdotta una misura ponte immediata, per riequilibrare payout e prelievo fiscale. Il gioco fisico è un presidio di legalità che va salvato, non strangolato prima ancora del riordino”.

Nel dettaglio, l’associazione chiede: “che venga riportato il payout al 70%”, “la vincita massima a 200 euro”, “che il Preu venga ridotto almeno al 19%”.

A ciò si aggiunge la proposta di introdurre “messaggi informativi rivolti al giocatore sui tempi di utilizzo dell’apparecchio e la possibilità di gestire in autonomia il credito derivante dalle vincite”.

Secondo Sapar, si tratterebbe di una manovra “a saldo neutro o addirittura positivo”, con un gettito stimato a 3.576 milioni nel 2026, “contro i 3.496 milioni previsti a legislazione vigente”.

Perla ha inoltre ricordato che l’introduzione di nuovi apparecchi comporterebbe nuovi nulla osta, “che porterebbero nelle casse dello Stato circa 50 milioni di euro in oneri amministrativi”.

“Il gestore non è un subfornitore: va riconosciuto come presidio di legalità”

Il vicepresidente Sapar ha poi insistito sulla centralità del ruolo del gestore: “Non possono più essere considerati meri subfornitori dei concessionari, ma devono essere pienamente valorizzati come attori centrali di un sistema che deve basarsi su legalità, trasparenza e concorrenza leale”.

Secondo Perla, questo riconoscimento deve essere “formalizzato attraverso la definizione di diritti contrattuali minimi e di un modello sostenibile di concessione”, includendo tutte le componenti della filiera.

Ha inoltre chiesto una revisione dei requisiti del futuro bando concessorio, poiché “nelle anticipazioni sul riordino non vengono menzionate le aziende (sia di gestori, che esercenti), conferendo solo a poche realtà un potere contrattuale enorme”.

L’obiettivo, ha spiegato, è “andare verso un modello più aperto verso gli operatori”, ricordando che “le concessioni dell’online sono 52 attualmente, rispetto alle 10 concessioni di rete relative agli apparecchi AWP”.

Certezza normativa e stabilità delle regole

Tra le priorità individuate da Sapar c’è anche la necessità di “certezza normativa”, indispensabile per “rafforzare la legalità, attrarre investimenti, migliorare la qualità dell’offerta e garantire un gettito erariale stabile”.

Oggi, ha sottolineato Perla, esiste una “significativa disomogeneità normativa tra i diversi prodotti di gioco”, aggravata da continue modifiche di aliquote e forme di prelievo. Un quadro che ha generato “forte instabilità per gli operatori” e favorito “fenomeni di spostamento della domanda verso il canale illegale”.

“Un settore regolato va messo in condizione di esistere”

In chiusura, Perla ha richiamato la necessità di un equilibrio tra sostenibilità economica, tutela dei cittadini ed esigenze erariali: “Un sistema sbilanciato che impone vincoli e fiscalità eccessive non ottiene più sicurezza ma spinge solo verso l’illegalità; dove non c’è tracciabilità, non c’è tutela e non c’è ritorno fiscale”.

“Chiediamo che si guardi al comparto del gioco pubblico non con pregiudizio, ma con lucidità e pragmatismo”, ha concluso, ricordando che un settore regolato, controllato e trasparente rappresenta un presidio fondamentale per la legalità e per le entrate dello Stato. sb/AGIMEG

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