Il mercato italiano del gioco è “uno dei principali mercati europei da più di vent’anni”, risultato ottenuto perché il Paese “è riuscito meglio a canalizzare l’offerta nel legale”. Un elemento che va ribadito anche nel confronto internazionale. E’ quanto ha sottolineato Emmanuele Cangianelli, presidente EGP-Fipe, durante il convegno di I-Com.
Negli ultimi anni, tuttavia, soprattutto dal Covid in avanti, “il mercato si è sistemato sostanzialmente da solo”. Sono mancati interventi strutturali e questo, secondo Cangianelli, è uno dei motivi per cui da anni è urgente il riordino. Solo di recente, con la normativa attuativa della delega fiscale sul gioco a distanza, si è iniziato a intervenire su fenomeni sopravvenuti.
Ibridazione tra fisico e online: “Condizioni di irregolarità e illegalità”
Uno dei punti centrali dell’intervento è stata l’ibridazione tra gioco fisico e gioco a distanza, che ha generato in alcuni casi irregolarità e in altri “proprio illegalità”. Cangianelli ha valorizzato la distinzione normativa tra reti fisiche e gioco a distanza, basata sulla modalità di fruizione del gioco e sulle differenti concessioni.
Questa distinzione, però, non esclude la necessità di sviluppare il multichannel, perché è ciò che i consumatori oggi si aspettano, coerentemente con l’evoluzione delle abitudini di gioco.
“Norme stratificate da vent’anni: si creano distorsioni”
Cangianelli ha richiamato la forte stratificazione normativa degli ultimi vent’anni, che ha prodotto distorsioni significative. In particolare, le differenze tra slot fisiche e slot online, tra scommesse fisiche e scommesse online, mostrano incoerenze sia nelle percentuali sia nelle basi imponibili.
Questo, secondo il presidente EGP-Fipe, genera “distorsioni della concorrenza” e rappresenta uno dei temi più complessi del riordino, che richiederà analisi approfondite e interventi graduali.
“Follow the money and stop it”: il contrasto all’illegale passa dai flussi finanziari
Riprendendo un concetto noto, Cangianelli ha affermato che la lotta all’illegalità passa anche per il controllo dei flussi finanziari, citando il principio del follow the money: “Secondo noi si applica anche per contrastare il gioco illegale. Follow the money and stop it”.
Ha ricordato tre normative degli ultimi dieci anni che già indicano questo obiettivo e ha auspicato che le nuove misure possano essere concretizzate nei prossimi mesi. Come accaduto per l’oscuramento dei siti, “da qualche parte bisogna incominciare”.
Nuove concessioni: “Non partire dall’aspettativa di gettito”
Guardando ai prossimi anni, Cangianelli ha posto l’accento sugli investimenti legati alle nuove concessioni. Ha definito un errore “cominciare a pensare a un’aspettativa di gettito e poi costruire questi nuovi affidamenti”.
Il percorso, ha spiegato, deve essere l’inverso: definire l’oggetto dei bandi, introdurre nuove forme di protezione dei consumatori, valorizzare il rapporto fisico nel retail, includere strumenti già efficaci nell’online, come l’autoesclusione.
All’interno delle nuove concessioni dovranno confluire tutti gli aspetti economici, tecnologici e di tutela, mentre il costo dei bandi dovrà essere “l’ultima linea, non la prima”.
“Più tecnologia, più formazione, più protezione”
Cangianelli ha richiamato le indicazioni contenute nella delega parlamentare: maggiore integrazione tecnologica, formazione avanzata degli operatori, nuove soluzioni di identificazione e tutela dei consumatori, certificazione degli esercenti, che dovranno operare con standard più elevati.
“L’offerta legale va sostenuta con un riordino serio dei sistemi fiscali”
In chiusura, il presidente EGP-Fipe ha sintetizzato gli obiettivi principali: mettere al centro l’offerta legale, sostenerla con un riordino serio e ampio della fiscalità, potenziare la protezione dei consumatori, anche con campagne istituzionali, bilanciare tecnologia e investimenti nelle future concessioni. sb/AGIMEG










