Home Attualità I-Com, Andrea Quartini (M5S): “Non si può parlare di ‘gioco’, è una truffa semantica. Il gioco è divertimento, questa è un’attività che crea dipendenza e rovina famiglie. Per il gioco illegale, non si combatte promuovendo quello legale”

I-Com, Andrea Quartini (M5S): “Non si può parlare di ‘gioco’, è una truffa semantica. Il gioco è divertimento, questa è un’attività che crea dipendenza e rovina famiglie. Per il gioco illegale, non si combatte promuovendo quello legale”

Andrea Quartini Deputato Movimento Cinque StelleAndrea Quartini Deputato Movimento Cinque Stelle

Mercoledì 21 maggio, durante il seminario organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e sponsorizzato da IGT, si è svolta una sessione di aggiornamento sullo stato del riordino del settore del gioco in denaro in Italia. Tra i protagonisti dell’incontro, l’intervento di Andrea Quartini, deputato del Movimento 5 Stelle e medico specializzato nelle dipendenze, ha acceso il dibattito, portando una prospettiva sanitaria e sociale al centro della riflessione.

“Non solo faccio parte di una formazione politica che ha sempre contrastato l’azzardo, ma sono anche un medico delle dipendenze. Lavoro direttamente con i giocatori patologici”. ha esordito Quartini, sottolineando la sua doppia esperienza, politica e clinica.

Al centro del suo intervento, Quartini ha posto una critica forte alla retorica che circonda il settore: “Non credo si possa parlare di ‘gioco’. È una truffa semantica: il gioco è qualcosa di divertente, rilassante. Qui parliamo di un’attività che crea dipendenza, rovina famiglie e in certi casi porta al suicidio”.

Ha evidenziato come il 50-80% degli introiti del comparto provenga da persone con disturbo da gioco d’azzardo: “È un dato allarmante, che non può essere ignorato. Non stiamo parlando di intrattenimento, ma di un problema sanitario e sociale gravissimo”.

Rivolgendosi ai rappresentanti del settore e ai decisori politici, ha sottolineato l’esigenza di un confronto onesto: “Non si tratta di creare dei fossati tra operatori e chi è contrario all’azzardo, ma di trovare momenti di riflessione comune. Il riordino deve tenere conto della sofferenza che c’è dietro questi numeri”.

Il quadro tracciato da Quartini è cupo: “Nel 2025 è prevista una proiezione di 180 miliardi di euro di volume d’affari. È il secondo settore più ricco d’Italia dopo quello petrolifero. C’è chi arriva a dire che l’azzardo è utile perché genera 12 miliardi di entrate fiscali, ma non possiamo ragionare così”.

Ha quindi evidenziato i limiti dell’attuale sistema di prevenzione: “Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, i soggetti con disturbo da gioco potrebbero arrivare a un milione e mezzo, ma nei servizi arrivano in 50.000. È una malattia nascosta, bloccata dallo stigma sociale. E se le persone non arrivano ai servizi, la prevenzione diventa impossibile”.

Quartini ha poi messo in guardia dal confondere gioco legale e illegale: “Le infiltrazioni mafiose ci sono anche nel gioco legale. Non si combatte l’illegalità promuovendo la legalità a qualsiasi costo. Va combattuta l’illegalità in sé”.

Rivolgendosi alle politiche del governo in carica, è stato netto: “Hanno creato un fondo unico per le dipendenze patologiche, togliendo trasparenza e rendendo impossibile sapere dove vanno a finire i fondi. Hanno anche eliminato l’Osservatorio nazionale sul gioco d’azzardo, che era uno strumento preziosissimo”.

Infine, Quartini ha lanciato un monito anche sul coinvolgimento dei Comuni: “Se si pensa che i Comuni possano recuperare qualcosa fiscalmente dall’azzardo, si commette un errore gravissimo. I sindaci sono i primi a trovarsi ogni giorno davanti ai disastri sociali causati dal gioco”.

L’appello finale è a un confronto costruttivo: “Sul tema delle distanze, sull’autoesclusione, su come si formano gli operatori – su questi punti dobbiamo lavorare insieme. Non si può pensare di essere su fronti completamente opposti”. ng/AGIMEG

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