Si è svolta sul main stage dell’IGE Italian Gaming Exhibition and Conference, la tavola rotonda sul tema “Il nuovo punto vendita del gaming dopo il riordino: tra innovazione, digitalizzazione e sostenibilità”.
Per Giuliano Guinci, direttore Public Affairs, Sustainability & Retail Operations di Eurobet Italia-Entain, la questione del nuovo punto gioco è semplice: il mondo del gioco è già multicanale e da anni, non da ieri.
“La nostra rete di vendita – ha detto – ha favorito l’online perché superando il suo iniziale scetticismo ha capito che non si tratta di un competitor ma di un alleato. Cosa cerca il cliente? Vuole vivere la sua esperienza di gioco in maniera libera. Scegliere se intrattenersi in un punto vendita o andare sull’app che ha nel proprio smartphone“.
“Ecco perché il nostro online è fortemente sostenuto dalla rete retail. E su questo tema, non ci sono barricate tra noi, operatori, e MEF o Agenzia. La domanda che ci dobbiamo porre è: perché un giocatore, nativo digitale, nel 2030 dovrebbe sentire la necessità in un punto vendita? Se la riforma non sa rispondere a questa domanda, la riforma non sarà una buona riforma”, ha proseguito Giuliano Guinci.
“Quindi, posso confermare che per noi la multicanalità è una realtà e le barriere che possiamo vedere sono artificiali. Questi due mondi si devono parlare e dobbiamo regolamentare perché non appartengo alla scuola di pensiero che ‘tutto quello che non è vietato è consentito’. Per me è il contrario“.
Guinci ha precisato: “Non dimentichiamoci che stiamo ancora parlando del riordino del gioco. E teniamo presente che ci sono ancora clienti che non vogliono essere identificati nelle loro attività online. E una parte importante del retail si regge su questo. C’è sicuramente una sfida che passa attraverso un processo culturale e non è sufficiente fare delle norme. La norma dovrebbe essere flessibile. Non credo che la riforma che aspettiamo sia in grado di regolamentare tutti questi aspetti, dal digital al retail. Le norme dovrebbero essere aperte per consentirci di capire il mercato e ridurre i tempi tra quello che succede nella realtà e quello che la norma prevede”.










