Gravina (pres. FIGC): “Le scommesse muovono 16 miliardi, ma il sistema calcio non viene premiato”

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, è tornato a sollevare il tema del rapporto tra il calcio italiano e il settore delle scommesse sportive, evidenziando come il comparto generi volumi significativi senza alcun ritorno diretto per il sistema calcistico nazionale. L’intervento è arrivato nel corso della settima edizione dello Sport Industry Talk, dove il numero uno federale ha sollecitato una riforma che avvicini l’Italia agli standard già adottati in diverse realtà europee.

Gravina ha ricordato come “in Italia le scommesse raccolgano 16 miliardi di euro” e come in altri Paesi il calcio riceva una quota definita. “Francia, Portogallo, Grecia prevedono una percentuale sulle scommesse ed è un diritto sacrosanto”, ha affermato, sottolineando che in molte nazioni una parte delle entrate del betting viene destinata alle federazioni e allo sport di base, riconoscendo l’apporto del movimento calcistico alla generazione del prodotto scommesse.

Il presidente federale ha ribadito che la richiesta non rappresenta una rivendicazione impropria. “Non chiediamo qualcosa che non ci spetta, è un diritto sacrosanto”, ha aggiunto, richiamando una risoluzione della Commissione europea spesso poco considerata nel dibattito nazionale. “Esiste una risoluzione della Commissione europea che tutela il diritto d’autore collegato alle scommesse sportive. Perché non lo applichiamo?”. Il riferimento riguarda il riconoscimento del contenuto sportivo come elemento essenziale e tutelabile per l’esistenza stessa del mercato delle giocate.

Gravina ha inoltre definito “impressionante” l’impatto economico del settore e ha lasciato intendere che la questione potrebbe essere vicina a un punto di svolta: “Credo che qualcosa si stia muovendo”, ha concluso.