Home In Evidenza Il Governo non impugna la legge del Piemonte sul gioco di fronte alla Corte Costituzionale

Il Governo non impugna la legge del Piemonte sul gioco di fronte alla Corte Costituzionale

Il Governo ha deciso di non impugnare di fronte alla Corte Costituzionale la legge del Piemonte – approvata a luglio scorso – sul gioco. La decisione è stata presa nella riunione di ieri del Consiglio dei Ministri.

La nuova legge sostituisce quella del 2016 e apporta una serie di modifiche alla disciplina regionale sul gioco. Una delle novità più importanti  riguarda il “distanziometro”. Viene infatti vietata l’attività di sale da gioco, sale scommesse e spazi per il gioco, e anche l’installazione di nuovi apparecchi, a una distanza inferiore ai 300 metri da luoghi sensibili (scuole, università, sportelli bancomat, compro oro e altri) nei comuni sotto i 5000 abitanti come da precedente legge, ridotta da 500 a 400 metri per quelli con più di 5000 abitanti.
Gli esercizi che hanno dismesso gli apparecchi dopo l’entrata in vigore della legge 9/2016, possono rivolgere istanza di reinstallazione, anche se intervenuti cambi di titolarità, senza che ciò sia equiparato a nuova installazione, purché non si superi il tetto massimo esistente a maggio 2016. Vengono definite le fasce orarie da rispettare tassativamente: sale da gioco e sale scommesse dovranno interrompere le attività dalle 2 alle 10, gli spazi gioco per dieci ore giornaliere complessive, di cui otto ore consecutive nella fascia dalle 24 alle 8 e due ore nella fascia di uscita dalle scuole dalle 13 alle 15. Tra le novità, in caso di nuove aperture (a cui sono equiparati l’installazione di nuovi apparecchi e il trasferimento in altro locale), non potranno essere posizionate slot nei locali di dimensione inferiore ai 25 mq, se ne potrà installare una in quelli tra 25 e 50 mq, e massimo due in quelli superiori a 50 mq. lp/AGIMEG

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